2 Novembre 2010
ALLUVIONE NEL PADOVANO, INGENTI DANNI ALLE AZIENDE AGRICOLE

E’ a dir poco drammatica la situazione per l’agricoltura padovana in seguito agli estesi allagamenti che dalla notte scorsa stanno interessando in più punti la nostra provincia. Lungo l’asta del Bacchiglione e del Frassine sono decine le aziende e gli allevamenti zootecnici in ginocchio. In alcuni casi gli agricoltori non hanno fatto in tempo a mettere in salvo gli animali e neppure i mezzi, a partire dai costosissimi trattori.
“Ci sono aziende, in particolare nella Bassa Padovana – spiega Walter Luchetta, direttore di Coldiretti Padova - che hanno perso tutto e rischiano seriamente la chiusura. In queste ore stiamo raccogliendo le segnalazioni un po’ da tutta la provincia e la nostra intenzione è quella di chiedere lo stato di calamità naturale. In ogni caso ci riserviamo di farlo nelle prossime ore perché nel frattempo aspettiamo di constatare gli effetti delle varie ondate di piena in atto che stanno interessando le zone più a rischio prima di fornire un quadro dettagliato e trasmettere le segnalazioni alle autorità competenti. I danneggiamenti comunque sono estesi e gravi tanto per gli allevamenti, quanto per le colture in campo, come il tabacco, per non parlare delle attrezzature agricole”.
Stando alle prime stime provvisorie la perdita quantificata nel padovano sarebbe superiore ai 20 milioni di euro.
A Saletto e Megliadino San Fidenzio, e in parte anche a Vighizzolo, e Ospedaletto Euganeo, colpiti dalla rottura del fiume Frassine, almeno una decina di aziende agricole hanno perso tutto. In ginocchio gli allevamenti avicoli dove non è stato possibile mettere in salvo gli animali. Sono oltre 100 mila i polli morti annegati, di cui quasi 20 mila in un solo allevamento. Allagati più di 3.000 ettari di terreno, irrimediabilmente persi oltre 200 quintali di tabacco pronto ad essere raccolto e numerose coltivazioni orticole in campo o in serra, fra cui anche 2 fungaie di notevoli dimensioni. Non si contano per il momento i danni consistenti alle attrezzature agricole perché in alcune aziende non c’è stato nemmeno l tempo di mettere in salvo i trattori.
Evacuate numerose stalle fra Ponte San Nicolò e Casalserugo, dove il Bacchiglione ha rotto gli argini allagando oltre un migliaio di ettari, coltivati a grano, ma anche a radicchio e a vivaio. Dalla notte si continua a trasferire gli animali, anche 60-70 per volta, in stalle più sicure, non senza difficoltà.
Anche a Veggiano la situazione è critica e dopo l’evacuazione di decine di capi di bestiame sono almeno 500 gli animali ancora a rischio negli 7-8 allevamenti di Santa Maria di Veggiano minacciati dall’acqua.
“La situazione purtroppo è ancora in drammatica evoluzione – conclude Luchetta – e siamo in costante contatto con i nostri imprenditori che si trovano alle prese con l’ennesima emergenza”.

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