3 Novembre 2010
ALLUVIONE NEL PADOVANO: OLTRE 7.000 ETTARI SOMMERSI, PIU’ DI 400 AZIENDE AGRICOLE COLPITE

Si fa sempre più pesante e drammatico il bilancio per l’agricoltura della disastrosa alluvione che sta interessando buona parte della provincia. Coldiretti Padova sta effettuando un sopralluogo in tutte le aree interessate dalla rottura degli argini dei fiumi Bacchiglione, Frassine e Tesina. Il quadro che emerge è sconfortante e sono più di 400 le aziende agricole gravemente colpite con danni considerevoli a colture, allevamenti, strutture ed attrezzature.
Nella Bassa Padovana il Frassine ha allagato migliaia di ettari e sono almeno un centinaio le imprese agricole “sfollate”. “Alcune di queste hanno perso tutto – racconta il direttore di Coldiretti Padova Walter Luchetta, impegnato nel sopralluogo – e molte altre devono fare i conti con danni che compromettono la prosecuzione dell’attività. Al centinaio di imprese costrette ad evacuare perché sommerse dall’acqua se ne aggiungono altre 200 interessate dagli allagamenti alle strutture o ai terreni. Oltre alle stalle e agli allevamenti avicoli, sono finite sott’acqua anche coltivazioni orticole e campi appena seminati a frumento e grano duro, per i quali non c’è più nulla da fare”. A Montagnana sono morti annegati i cavalli in un maneggio mentre a Ponte San Nicolò non è stato possibile mettere in salvo le vacche di una stalla sommersa dall’acqua del Bacchiglione.
Fra Ponte San Nicolò, Casalserugo e Bovolenta sono un centinaio le aziende agricole che hanno subito ingenti danni. La scorsa notte la situazione si è aggravata in tutta la zona e gran parte della campagna è sommersa da oltre mezzo metro d’acqua, con punte superiori al metro e mezzo.
Non va certo meglio nella zona di Veggiano e Selvazzano, dove quasi cinquanta aziende, fra cui numerosi allevamenti, registrano perdite economiche consistenti.
“Purtroppo non sappiamo ancora quali conseguenze avrà il prolungarsi degli allegamenti. – aggiunge Luchetta – Ci vorranno parecchi giorni prima che il terreno torni all’asciutto e questo non farà che aggravare una situazione già compromessa. E’ ancora presto dunque per tirare le somme, ma girando sul territorio stiamo raccogliendo storie drammatiche di imprenditori che hanno visto svanire anni di lavoro e di sacrifici. Adesso dobbiamo pensare a loro, non lasciarli abbandonati a se stessi e mettere da subito in pratica gli interventi per il recupero ed il ripristino dell’attività aziendale. Gli agricoltori si sono già rimboccati le maniche e da parte nostra cercheremo di fornire tutti gli strumenti e l’appoggio necessario per salvare le aziende. La richiesta dello stato di calamità naturale è scontata ma non basta: servono concrete misure di sostegno al mondo agricolo che anche in questa occasione sta pagando un alto prezzo a causa del dissesto idrogeologico del territorio e di una dissennata urbanizzazione. Non da ultimo non ci stancheremo mai di ribadire quanto sia indispensabile la presenza e l’azione sul territorio dei Consorzi di Bonifica, contro i quali assistiamo ad attacchi ingiustificati ed incomprensibili. I Consorzi sono uno strumento insostituibile per la sicurezza idraulica e la manutenzione di una rete di scolo che in occasioni come queste mostra tutte le sue criticità”.

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