19 Aprile 2010
BONIFICA: I CONSIGLIERI REGIONALI PROPONGONO LA MORATORIA PER L’ART. 37

Moratoria per tutto il 2010 sull’applicazione dell’articolo 37 della legge regionale sulla bonifica. La nuova norma sulla contribuenza urbana, che avrebbe messo in discussione la sopravvivenza stessa dei Consorzi di Bonifica, potrebbe essere “congelata” fino al primo gennaio del 2011 in attesa che la Regione intervenga per garantire le adeguate risorse agli enti che si occupano della sicurezza idraulica e del presidio del territorio.
L’annuncio è arrivato dai consiglieri regionali padovani convocati stamattina da Coldiretti Padova in occasione del primo incontro sulle criticità e le proposte operative legate all’applicazione dell’articolo 37 della legge regionale sulla bonifica. Sia Maurizio Conte che Clodovaldo Ruffato hanno confermato l’intenzione di proporre una moratoria che garantisca la contribuenza ai Consorzi di Bonifica anche per gli immobili allacciati alla rete di fognatura pubblica. Nel frattempo il Consiglio Regionale metterà a punto la revisione della normativa con l’obiettivo di mantenere le risorse per la gestione e l’attività dei Consorzi di Bonifica.
“E’ un primo importante risultato – commenta il presidente di Coldiretti Padova Marco Calaon al termine dell’incontro – su un aspetto tutt’altro che marginale per la salvaguardia del nostro territorio. Ancora una volta chiediamo la concretezza dei fatti, per questo abbiamo convocato immediatamente i consiglieri regionali padovani, che ringraziamo per aver risposto numerosi al nostro invito”.
Oltre a Conte e Ruffato, infatti, hanno partecipato Mauro Bortoli, Leonardo Padrin, Stefano Peraro e Piero Ruzzante, tutti concordi sulla necessità di trovare una soluzione bypartisan al “pasticcio” dell’articolo 37 che, come sottolineato dai numerosi amministratori dei Consorzi di Bonifica presenti in sala, potrebbe mettere a rischio l’ordinaria amministrazione e persino il pagamento degli stipendi.
“Per i dieci Consorzi veneti l’applicazione dell’articolo 37 – spiega Walter Luchetta, direttore di Coldiretti Padova – significa 15 milioni e 600 mila euro in meno a bilancio. A subire i danni maggiori il consorzio padovano Bacchiglione, con un ammanco di oltre 4 milioni di euro, seguito dall’Acque Risorgive (3,3 milioni), Alta Pianura Veneta (1,8 milioni), Brenta e Adige Euganeo (1,5 milioni ciascuno). La norma prevede infatti che gli immobili urbani serviti dalla rete pubblica della fognatura non siano assoggettati al contributo di bonifica per lo scolo delle acque. Il contributo dovrebbe essere invece a carico dei gestori dell’acquedotto, siano essi Comuni o società partecipate. Tutto ciò, però, crea non pochi problemi ai Consorzi che si trovano a fare i conti con un ammanco di risorse che va a compromettere il funzionamento stesso degli enti. Un rischio che Coldiretti denuncia dall’entrata in vigore della legge e sul quale ora chiede un deciso intervento da parte dei consiglieri regionali. La bonifica è un servizio essenziale per tutto il territorio, non solo per l’agricoltura. Basta pensare a cosa succede nelle aree urbane durante le intense precipitazioni, sempre più frequenti, lefate ai mutamenti del clima”.
L’assessore regionale designato Maurizio Conte ha confermato: “C’è bisogno di fermarsi un attimo e rimettere mano alle norme per arrivare ad una legge quadro che non guardi solo ai Consorzi ma all’interno sistema, definendo le giuste ripartizioni. Passaggi da definire al più presto, su questo ci prendiamo l’impegno. Valuteremo le urgenze e le legittime necessità di ciascuno a breve, anche in occasione del riparto dei fondi per la legge speciale su Venezia”.
“Avevo proposto la moratoria già l’autunno scorso. – ha aggiunto il consigliere Clodovaldo Ruffato – ora sembra che tutti ne siano convinti. Dobbiamo agire con tempestività perché i Consorzi non ce la fanno più. Sono pronto ad impegnarmi personalmente su questo fronte”. Mauro Bortoli ha sottolineato l’incidenza dell’articolo 37 sull’intera normativa che regola il servizio idrico integrato auspicando comunque un cambio di rotta. Piero Ruzzante ha ricordato che “i tempi per la legge quadro non sono brevi, è evidente però che la norma va rivista con tempestività trovando un accordo comune fra le forze politiche”. Per Leonardo Padrin “chi ha proposto gli emendamenti alla legge sulla bonifica non ha brillato per competenza e si è mosso esclusivamente per fini elettorali. E’ stato il prezzo da pagare per arrivare all’approvazione della legge, adesso però dobbiamo rimediare”. Stefano Peraro ha chiuso ribadendo che “dalle parole è il momento di passare ai fatti, anche intervenendo sulle norme urbanistiche ed edilizie”.

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