25 Agosto 2016
CINGHIALI DEVASTANO L’UVA DEI COLLI EUGANEI, A RISCHIO OLTRE UN TERZO DEL RACCOLTO

"Ormai è una sorta di “rituale stagionale”: arriva la vendemmia e come ogni anno ci troviamo a denunciare i pesantissimi danni subiti dagli agricoltori ancor prima di iniziare a raccogliere l’uva. Ovviamente anche quest’anno ci stanno pensando i cinghiali. Intanto da due mesi l’attività di cattura e selezione è sostanzialmente ferma. Anche questo lo ripetiamo da settimane”. Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova, pone ancora una volta l’accento sulle gravissime conseguenze della mancata continuità nell’azione di contrasto all’emergenza cinghiali dovuta anche ai cambi al vertice del Parco Colli Euganei. «Abbiamo già lanciato un appello al neo commissario Specchio, al quale abbiamo inviato una nuova richiesta di incontro urgente, affinché l’attività riprenda a pieno ritmo - aggiunge Miotto - ricordando il lavoro svolto nei mesi scorsi dalla squadra faunistica nell’area dei Colli.  Non bastano però azioni isolate o limitate nel tempo, serve un intervento senza soluzione di continuità. 
In queste settimane invece il cambio ai vertici del Parco ha avuto come conseguenza uno stallo dell’attività che si è subito fatto sentire nei vigneti, negli uliveti e in tutte le altre coltivazioni. I nostri agricoltori si sentono ormai “ostaggio” dei cinghiali che si muovono indisturbati di notte come di giorno distruggendo tutto quel che trovano sulla loro strada. Sono particolarmente ghiotti dell’uva, specie di quella bianca ormai matura, e per raggiungerla si appoggiano alle vigne e distruggono interi filari. I nostri imprenditori sono disperati e arrabbiati: ogni loro sforzo è vano e ogni loro protesta resta inascoltata”.
Stanno ad una prima e approssimativa stima oltre un terzo dell’uva potrebbe andare distrutta dai cinghiali, con danni per centinaia di migliaia di euro per l’intero settore vitivinicolo, soprattutto per vini Doc e Docg. 
"Dalle istituzioni non ci aspettiamo botta e risposta polemici - conclude Miotto - ma azioni concrete. Regione e Parco Colli sono i principali attori in campo, così come è fondamentale l’apporto della Provincia e dei sindaci del territorio che abbiamo avuto al nostro fianco in diverse occasioni. La priorità è partire subito con i chiusini e le catture su larga scala, in tutto il territorio del Parco, già da questi giorni. Non c’è tempo dunque per le chiacchiere o per i tentennamenti, ci aspettiamo soluzioni non dichiarazioni”. 

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