22 Giugno 2011
COLDIRETTI SVELA GLI INGANNI A TAVOLA, ECCO I FALSI MADE IN ITALY NEL MONDO

Il business del falso “made in Italy” alimentare non conosce confini: sono centinaia i prodotti palesemente falsi venduti nei supermercati di tutto il mondo che richiamano esplicitamente alle tipicità italiane. Dalla polenta “traditional italian” prodotta in California al formaggio grattugiato “Parma” confezionato in Spagna, dal “Belgioioso Asiago Chees” made in Usa all’imitazione della mortadella a base di carne di pollo. Una lunga “galleria degli orrori” documentata da Coldiretti in anni di “indagini” in giro per il mondo ed esposta in una raccolta di immagini significative da venerdì 24 a domenica 26 giugno nel Villaggio Agroalimentare allestito in via Anelli in occasione di “150 anni di Bontà Italiana”, la manifestazione promossa dall’associazione Andromeda.
E proprio il nostro tricolore è bistrattato e saccheggiato negli scaffali dei cinque continenti, posto in bella vista su prodotti che nulla hanno a che fare con il made in Italy, se non appunto nel richiamo fasullo alla tipicità del Belpaese. Le immagini raccolte documentano con chiarezza come nessun settore sia indenne dall’offensiva del falso “made in Italy”. Molti di questi prodotti ora sono esposti nel “Salone degli inganni a Tavola” che Coldiretti ha allestito nella sede romana di Palazzo Rospigliosi.
“Padova è la terra dei grandi formaggi a marchio Dop come il Grana Padano, l’Asiago e il Montasio, insieme ai vini Doc, ai prosciutti e a tanti altri prodotti a marchio - spiega il presidente di Coldiretti Padova, Marco Calaon -. Ebbene in giro per il mondo ci sono prodotti come il «Belgioioso Asiago Cheese» definito «classico formaggio italiano prodotto negli Usa», oppure l’olio d’oliva extravergine spagnolo «Romolo», con due gemelli allattati da una lupa.
Il danno per la nostra agricoltura è enorme e non viene solo da Paesi lontani ma anche dalle ambiguità sugli scaffali dei nostri supermercati. Ad esempio, tre prosciutti su quattro sono venduti come italiani ma arrivano da animali allevati all’estero. Il fatto che in Italia sono state importati 63 milioni di cosce di maiali dall’estero a fronte di una produzione di 26 milioni di cosce sta a significare che tre prosciutti su quattro venduti in Italia in realtà derivano da maiale allevati all’estero anche se agli occhi del consumatore sembrano tutti italiani. Inoltre ben una mozzarella su quattro non deriva direttamente dal latte ma da cagliate, un semilavorato industriale spesso importato dall’estero, come pure i formaggini che sono stati ottenuti da polvere di caseina e formaggi fusi. La situazione non migliora nel comparto vegetale dopo che nel 2010 sono stati importati ben 115 milioni di chili di concentrato di pomodoro, il 15 per cento della produzione nazionale, destinati ad essere esportati come Made in Italy”.
Un giro d’affari che supera i 60 miliardi di euro all’anno (164milioni di euro al giorno), due volte e mezzo il valore dell’export agroalimentare. Secondo il rapporto Coldiretti-Eurispes, per riportare in pari la bilancia del commercio con l’estero basterebbe recuperare quote di mercato per appena il 6,5% del valore dell’italian sounding, i prodotti che ricordano nel nome o nella confezione il Made in Italy. Alcuni esempi di questo fenomeno sono documentati nell’esposizione padovana.
Contro i prodotti agroalimentari palesemente falsi Coldiretti mette in campo la genuninità dei prodotti a “km zero” delle aziende agricole, di gran lunga preferiti dai nostri consumatori e guardati con interesse anche dagli operatori commerciali, disponibili nei “mercati di Campagna Amica” presenti a Padova e provincia da alcuni anni, frequentati ogni settimana da più di cinquemila consumatori.

GLI INGANNI A TAVOLA
• il 33 per cento dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati (per un valore di 51 miliardi di euro) deriva da materie prime importate e rivendute col marchio Made in Italy.
• 3 prosciutti su 4 sono ottenuti da maiali stranieri ma non si vede
• 1 mozzarella su 4 non è ottenuta direttamente dal latte ma da cagliate spesso importate
• Formaggini sono spesso prodotti da polvere di caseina e formaggi fusi
• 2 prodotti alimentari di tipo italiano su 3 all’estero sono imitazioni

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