5 Aprile 2024
Coldiretti Veneto presenta il patto intergenerazionale per l’economia solidale

“L’agricoltura motore del nuovo welfare”. A Treviso, nella sede della Provincia 300 associati di Coldiretti Veneto, giovani, donne e senior provenienti da tutte le province hanno presentato il patto intergenerazionale per la società. Nutrita anche la delegazione padovana guidata dai leader delle donne Valentina Galesso, dei senior Stefano Menara e dal segretario dei giovani Alessandro Saviolo insieme a diversi imprenditori under 30.

La vocazione delle aziende agricole all’accoglienza delle persone fragili trova proprio nella famiglia contadina una particolare connotazione. Un potenziale espresso da centinaia di operatori agricoli che è stato disciplinato dalla Regione del Veneto intervenuta con una norma  facendo da apripista in Italia.  Dopo dieci anni dall’approvazione della legge regionale e in considerazione anche della sopravvenuta  normativa statale, Coldiretti attraverso i suoi movimenti ha presentato una proposta di aggiornamento, presentata da Alberto Bertin capo area legislativa delle federazione regionale.

“I servizi alla collettività, la cura e il benessere verso il prossimo rispondono alle esigenze delle famiglie  – hanno detto gli organizzatori dell’evento Marino Bianchi presidente di Federpensionati, Valentina Galesso responsabile delle Donne Coldiretti e Marco De Zotti delegato di Giovani Impresa – valorizzare queste realtà è strategico anche per il sistema socio sanitario regionale”.

Il convegno è stato salutato dal delegato provinciale, assessore Claudio Sartor che ha ricordato il ruolo strategico delle amministrazioni locali e dell’azione propositiva che la campagna e gli imprenditori agricoli sviluppano per i servizi. Assistenza e consulenza garantita anche dagli sportelli Epaca di Coldiretti – ha detto nel discorso di benvenuto di Giorgio Polegato presidente di Coldiretti Treviso. Più di 50 mila persone hanno frequentato le strutture sul territorio regionale.

Il tema dell’economia solidale sta a cuore all’Assessore regionale alla Sanità e Sociale Manuela Lanzarin che ha seguito l’intero programma della mattina. “La Regione del Veneto è stata apripista della legge regionale 2 anni prima di quella nazionale del 2015, dirigenti, operatori e politici hanno saputo ascoltare le esperienze dal basso, e costruire attorno provvedimento normativo. Sono 36 le fattorie sociali iscritte all’elenco e praticano inserimenti lavorativi tramite percorsi istituzionali, innovativi e provvedimenti specifici anche sperimentali. 200 le persone che afferiscono al mondo della disabilità e salute mentale, passando per ex detenuti, che oggi sono soggetti fragili.

Le aziende agricole offrono aria aperta spazi verdi che sono un toccasana rispetto qualsiasi altro intervento e creano circolarità, economia generativa, che sono elementi principali che promuovono sani e corretti comportamenti. La prevenzione passa per concetti basilari come la sana alimentazione, la filiera corta e il commercio di prossimità. La legge va rimaneggiata – ha detto l’assessore Lanzarin - e il tavolo è aperto per dare frutti di utilità pubblica. Sul tema sanitario caro agli anziani presenti ha detto: "Abbiamo un privilegio nel sistema sanitario, che non c’è nel mondo dove senza assicurazione non ci si cura, oggi l’impegno per continuare a mantenere sistema unico e universalistico che dia garanzia; ci sono difficoltà che nessuno vuole nascondere ma la pandemia le ha fatte esplodere, legate al problema sostenibilità complessiva e crisi vocazione sistema sanitario, indubbio che devono essere pagati di più, ma tanti preferiscono contesti diversi; invecchiamento, aspettativa vita, malattie croniche che vanno accompagnate per tanto tempo, stiamo cercando di risolvere, il PNRR va in questa direzione, potenziamento medicina di prossimità, per portare più vicino alla persona uno sviluppo territoriale. Sono quasi cento le strutture in progetto previste per tutto il Veneto, tra cui 17 le case della comunità solo a Treviso”.
Per entrare nel merito delle realtà preposte, Coldiretti Veneto ha mostrato in un video l’azienda agricola di Rovigo che insieme ai fiori coltiva l’inclusione. La presenza dell’Assessore regionale al territorio e cultura Cristiano Corazzari ha sottolineato l’esempio virtuoso del Polesine promosso dalla famiglia Baldelli pioniera dell’agricoltura sociale.  A seguire il caso di un’associazione di donne con la fibra d’ortica tessono relazioni in un’isola della Laguna Nord, una cooperativa agricola bellunese in rete con il territorio che promuove l’integrazione sociale.

“Si tratta solo di alcune delle opportunità offerte dal nuovo welfare “verde”, regolamentato a livello normativo dallo Stato grazie alla legge 141 del 2015, per affiancare ––  ha detto Giorgio Grenzi presidente nazionale di Federpensionati - il sistema dei servizi pubblici messo sempre di più sotto pressione. Lo Stato, infatti, non arriva a coprire i costi e a offrire servizi sociali dignitosi per tutti ed è per questo che l’agricoltura, da sempre attenta ai più deboli, con la sua diffusione capillare può supportare il welfare pubblico alleggerendone i costi.

Un contributo fondamentale alla tenuta sociale del Paese considera che le famiglie ogni giorno hanno un problema nuovo da risolvere – ha aggiunto infine - dall’aumento dei prezzi sugli scaffali alle bollette, dall’esplosione dei prezzi degli affitti alla crescita della rata del mutuo, fino a dover rinunciare anche a farmaci, cure e visite di controllo e prevenzione oppure ai servizi di assistenza per nonni e figli.

“Nel 2050 il Veneto conterà un milione di  abitanti in meno, secondo recenti stime demografiche – ha detto in conclusione il presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan -.L’agricoltura giocherà un ruolo strategico nel contrasto dell’impoverimento sociale, presidiando i territori più delicati ed i Comuni più piccoli, dando una speranza, risorse e terreni ai giovani che vogliono sviluppare la propria azienda, stabilire la propria famiglia e  contrastare così anche la denatalità; inserendo, formando e coinvolgendo, anche con gli istituti scolastici, quei tantissimi lavoratori stranieri che in Veneto potranno continuare a trovare un nuovo posto in cui vivere ed avere una prospettiva. Il pragmatismo è fondamentale. Per preservare l’agricoltura ed evitare che un laboratorio si sostituisca alla sapienza di chi lavora la materia prima agricola, favorendo il cibo sintetico ed omologato, è indispensabile il rapporto con le istituzioni e con la politica – ha ribadito Salvan -  politica che nei prossimi mesi dovrà definire le candidature per il rinnovo di enti locali e per l’Europarlamento. In Europa si giocano partite importantissime per il settore agricolo e non solo. C’è bisogno  di un’Unione Europea che conduca al futuro, anche con le migliori risorse italiane”.

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