11 Marzo 2020
Coronavirus, le informazioni di Coldiretti Padova agli associati

Ecco il testo della lettera del Presidente di Coldiretti Padova Massimo Bressan e del Direttore Giovanni Roncalli rivolta ai dirigenti e associati Coldiretti Padova in merito all'emergenza Coronavirus:

A fronte dell’emergenza causata dal diffondersi del COVID-19 riteniamo doveroso informarvi relativamente alle attività che sono state poste in essere per affrontare questo gravissimo momento di difficoltà che sta interessando l’intero Paese con dei risvolti mai visti prima d’ora!  

Non potendolo fare attraverso le consuete assemblee territoriali, che per ovvi motivi abbiamo dovuto sospendere, cerchiamo con questa lettera di informarVi, chiedendo contemporaneamente la Vostra collaborazione in termini di divulgazione verso la nostra base associativa.

I provvedimenti di limitazione degli spostamenti che inizialmente avevano interessato un numero limitato di territori, tra cui proprio la nostra Provincia, si è rapidamente esteso a tutto il territorio Nazionale.

L’emergenza sanitaria ha inevitabilmente portato ad una altrettanto grave emergenza di carattere economico che interessa pesantemente anche il settore agricolo, provocando gravi difficoltà produttive, logistiche e commerciali a livello nazionale, senza dimenticare i pesanti danni di immagine e gli effetti del crollo del turismo che è sempre stato un elemento di traino del Made in Italy agroalimentare all’estero.

In queste ore il Governo sta quindi assumendo provvedimenti  a sostegno delle attività d’impresa e, a livello Confederale, stiamo lavorando con i Ministeri competenti per definire misure di aiuto al settore agricolo, che non possono certo essere affrontate solo con risorse del nostro Paese, ma per il quale serve un intervento diretto dell’Unione Europea che deve investire risorse proprie per accompagnare l’impegno dei singoli Paesi.

Altrettanto importante sarà combattere la campagna di disinformazione e gli attacchi strumentali di concorrenza sleale che hanno portato alcuni Paesi a richiedere insensate certificazioni sanitarie "virus free" su merci alimentari provenienti dall’Italia. Su questo aspetto il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha attivato la casella di posta elettronica (coronavirus.merci@esteri.it) dove segnalare restrizioni e discriminazioni verso i prodotti italiani e le difficoltà riscontrate nelle esportazioni.

Dal punto di vista mediatico, stiamo quindi cercando di stemperare i toni allarmistici nell’intento di tranquillizzare l’opinione pubblica e a questo proposito abbiamo lanciato la campagna social #mangiaitaliano per difendere la reputazione del made in Italy perché, passata l’emergenza, sarà necessario  far emerger un messaggio positivo che inviti i cittadini ad acquistare i prodotti locali, a frequentare le attività commerciali, i mercati, gli agriturismi contribuendo a rinnovare il senso di comunità che appartiene alla gente delle nostre  terre.

Rispetto invece agli aspetti di carattere sanitario, su cui ci vogliamo soffermare in maniera particolare, è stato ribadito che “le comprovate esigenze lavorative previste dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, non determinano assolutamente il blocco delle attività produttive, delle attività lavorative, né tantomeno il blocco dei trasporti e della circolazione delle merci.

Ciò significa che, salvo diverse disposizioni impartite i prossimi giorni, i lavoratori possono regolarmente recarsi al lavoro, salvo naturalmente gli obblighi di dimora e gli altri eventuali provvedimenti di tipo sanitario per coloro che sono sottoposti a misure di prevenzione dell'infezione da coronavirus.

 Con senso di responsabilità abbiamo quindi deciso di tenere aperti i nostri Uffici di Zona, al fine di rispondere alle esigenze delle nostre imprese ed essere vicini agli Associati.

Abbiamo quindi adottato tutte le precauzioni del caso, rispettando le disposizioni vigenti e prendendo tutte le precauzioni necessarie, perché non possiamo chiudere gli uffici, ma non possiamo nemmeno permetterci che si verifichi alcun caso di infezione all’interno delle nostre sedi, perché questo comporterebbe inevitabilmente l’obbligo di chiusura.

Vi chiediamo quindi di collaborare affinché siano rispettate le misure di sicurezza obbligatorie. Gli operatori saranno disponibili ai soliti orari preferibilmente telefonicamente o via mail, cercando di limitare i casi di contatto personale solo alle esigenze di assoluta necessità. Le varie attività, che peraltro si concentrano proprio in questo periodo, saranno assolte “in remoto” e gli uffici riceveranno su appuntamento.

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