La proroga dei decreti sull’etichettatura d’origine conferma il ruolo dell’Italia di leader nelle politiche di trasparenza e di sicurezza alimentare. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere soddisfazione per la misura varata dal ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, insieme ai ministri delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso e della Salute Orazio Schillaci, che estende al 31 dicembre 2026 il regime sperimentale italiano sull’indicazione in etichetta della provenienza dell'ingrediente primario per pasta, riso, pomodoro, carni suine trasformate, latte e prodotti lattiero-caseari.
L’etichettatura obbligatoria degli alimenti rappresenta una storica conquista di Coldiretti, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza, assicurare la tracciabilità dei prodotti e tutelare i cittadini consumatori. Grazie proprio alle battaglie portate avanti dalla più grande organizzazione agricola d’Italia oggi l’indicazione dell’origine copre circa l’80% della spesa alimentare.
“Una conquista non scontata – afferma il presidente di Coldiretti Padova Roberto Lorin – ed un impegno che Coldiretti ha rilanciato a livello europeo, con una proposta di legge di iniziativa popolare europea per mettere finalmente in trasparenza tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione europea.
Nei mesi scorsi anche nella nostra provincia - prosegue Lorin - abbiamo raccolto migliaia di firme a sostegno di questa iniziativa trovando l'appoggio di esponenti istituzionali e decine di sindaci, oltre che di tanti cittadini che chiedono più trasparenza sui prodotti e sicurezza alimentare. Solo con una normativa chiara e trasparente sarà possibile porre fine all’inganno dei prodotti esteri camuffati da Made in Italy, oggi reso possibile dalle falle del codice doganale europeo, che consente 'l'italianizzazione' dei cibi anche dopo semplici trasformazioni marginali effettuate nel nostro Paese; proprio per questo motivo chiederemo a Comuni e Regione di essere al nostro fianco nel dare un segnale politico per rimuovere queste falle e dare dignità a rispetto ai nostro agricoltori, allevatori e pescatori che lottano contro frodi e concorrenza sleale".
Secondo l’ultimo rapporto Coldiretti/Censis, l’87% degli italiani apprezza particolarmente l’italianità, da cui si sente garantito e per la quale sarebbe pronto a spendere qualche euro in più rispetto a prodotti analoghi di altra provenienza. Tale propensione coinvolge anche oltre l’85% dei redditi più bassi che a tavola, anche in momenti di difficoltà, vuole comunque ci siano qualità, sicurezza e salubrità.