3 Aprile 2012
FLAGELLO CINGHIALI SUI COLLI, COLDIRETTI: “DEVASTAZIONI OVUNQUE”

 “I Colli Euganei e la campagna circostante sono alla mercé di orde di branchi di cinghiali che devastano colture, piante, campi, vigneti e oliveti. Da troppi anni l’agricoltura sta pagando un prezzo immane per un’emergenza che finora nessuno ha saputo risolvere. Ma ormai siamo al limite, i nostri agricoltori sono esasperati, stanchi e molto, molto arrabbiati. La situazione potrebbe degenerare se le autorità non procederanno immediatamente con l’avvio degli abbattimenti”. Il presidente di Coldiretti Padova Marco Calaon torna sul flagello degli animali selvatici, in primis i cinghiali che stanno devastando letteralmente ettari ed ettari di coltivazioni in tutta l’area Euganea: da Vo ad Arquà Petrarca, da Teolo a Galzignano, sia nelle zone collinari che nella campagna circostante non passa giorno senza che non si registrino danni ingenti a causa del passaggio dei cinghiali, che ormai si muovono indisturbati su tutto il territorio.
Ad Arquà Petrarca, in tutta l’area pedecollinare, questi animali hanno preso di mira le coltivazioni di mais appena seminato. «Stiamo perdendo tutto il raccolto – denuncia Giulio Pulito agricoltore di Arquà – di notte i cinghiali scendono dal bosco e distruggono le colture a cereali, compromettendo tutto il raccolto. In soli tre giorni ho perso tutto il mais che avevo appena piantato. E so che molti altri agricoltori sono nelle mie stesse condizioni. Sono più numerosi dell’anno scorso e non sappiamo come fermarli. Siamo disperati perché la situazione si fa sempre più grave e noi vediamo compromessa la nostra attività e unica fonte di reddito». Stessa situazione drammatica nelle zone ai piedi dei Colli a Galzignano, Este, Baone, Cinto Euganeo, Vo, Rovolon, Teolo e Torreglia. Ormai i cinghiali si spingono incontrollati addirittura fino a Monterosso.
A Teolo e Torreglia diversi agricoltori stanno pensando seriamente di rinunciare alle semine perché c’è il concreto rischio che i cinghiali distruggano ogni cosa. Così c’è chi sta meditando di risparmiare almeno il denaro necessario per la semina anche di appezzamenti piuttosto vasti. Un agricoltore della zona ha deciso di lasciare ben cinque ettari a prato piuttosto che vedersi il raccolto completamente distrutto dai cinghiali.
In collina non va certo meglio: qui la presenza è ormai “storica” e i danni sono all’ordine del giorno. Gli animali distruggono ogni genere di pianta. Mangiano le radici delle vigne, compromettendo interi filari di pregiate uve Doc, e scavano profonde buche negli uliveti, causando pericolosi smottamenti. Numerosi muretti a secco che contengono i terrazzamenti stanno franando proprio a causa del passaggio dei cinghiali.
«L’abbiamo detto e ripetuto più volte, abbiamo sollevato il problema in numerosi incontri: l’unica soluzione è l’abbattimento immediato, a cui però va assolutamente coniugato il rimborso dei danni subiti, come prevede la legge che in questo momento né l’Ente Parco e di conseguenza né la Regione stanno osservando. – aggiunge il presidente di Coldiretti Padova – Abbiamo già chiesto un incontro urgente al Parco Colli perché ormai la misura è colma e i nostri soci chiedono giustamente dei provvedimenti urgenti e tempestivi. Siamo stanchi delle parole e delle promesse, in questo modo l’agricoltura nell’area collinare e pedecollinare è destinata a scomparire, e con essa centinaia di aziende impegnate in produzioni di qualità ed eccellenza. E’ questo ciò che vogliamo? E’ stato deciso che il nostro territorio sia irrimediabilmente devastato e ridotto ad ampie zone incolte? Ci aspettiamo delle risposte e dei provvedimenti già nelle prossime ore, senza indugio».

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