27 Giugno 2020
Florovivaismo, gondola fiorita di Coldiretti per denunciare crack da 1,5 miliardi e “ripartire con un fiore”

Imprenditori a Venezia per chiedere misure urgenti. Dal distretto di Saonara alla Bassa Padovana e Colli Euganei in provincia di Padova il settore conta 450 aziende e un fatturato di 70 milioni di euro. “Dopo il crollo del lockdown difficile ripartenza”

A questi link i video da Venezia. La gondola fiorita: https://youtu.be/muKx-Ir_SjA . L’appello per il florovivaismo padovano: https://youtu.be/-FwjQ4sNQz8

 

27 giugno 2020. “Salviamo i nostri fiori”! Parte da Venezia oggi l’appello per il florovivaismo con la manifestazione voluta da Coldiretti, a cui ha partecipato anche una delegazione padovana per chiedere di “ripartire con un fiore” e sostenere un settore che ha pagato un alto prezzo durante il lockdown. Oltre mille aziende florovivaistiche venete, 50mila addetti e perdite milionarie a causa del coronavirus che ha stoppato tutte le cerimonie, fiere e manifestazioni provocando un crack da oltre1,5 miliardi e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro per il settore delle piante e dei fiori Made in Italy è la drammatica conseguenza, dai vivai ai negozi. della pandemia da coronavirus che con il blocco di matrimoni, eventi e cerimonie ha colpito un settore strategico per il Paese. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell’iniziativa “Ripartiamo con un fiore” che a livello nazionale, da Venezia a Roma, da Milano a Napoli, da Trieste a Palermo, da Lecce a Matera e in molte città e luoghi turistici lungo la Penisola, ha portato in piazza il grido di dolore degli operatori che con fiori e fronde hanno realizzato decorazioni artistiche in piazze, strade, panchine, statue, fontane e scalinate ma anche gondole e le tradizionali botticelle romane, per ribadire la voglia di resistere e ripartire per continuare a garantire ai consumatori il meglio della produzione Made in Italy.

A Venezia gli imprenditori florovivasti veneti di Coldiretti hanno condotto la gondola in Piazza San Marco. “La nostra provincia è in prima linea. – ricorda il presidente Massimo Bressan -  Con 450 aziende su 1.487 Padova è leader del settore florovivaistico veneto che, nonostante il calo strutturale delle imprese, aveva registrato una sostanziale tenuta della produzione, il cui valore è di circa 215 milioni di euro con un patrimonio di 1,6 miliardi di piantine. In provincia di Padova, dove il florovivaismo è diffuso nel distretto di Saonara, con una significativa concentrazione di imprese, come in diversi centri della Bassa Padovana e dei Colli Euganei, le aziende fatturano poco meno di 70 milioni di euro. La produzione di fiori e piante vale in Veneto circa 52 milioni mentre quella vivaistica è a 29 milioni e il servizio di sistemazione di parchi e giardini offerto dalle imprese vale 126 milioni. Non dimentichiamo che Padova è anche la “capitale” del florovivaismo ogni anno in occasione di Flormart in Fiera, una delle più importanti manifestazioni del settore. Il florovivaismo ha subito gli effetti delle restrizioni e solo nelle ultime settimane si sta risollevando cercando di salvare la stagione. Servono interventi urgenti e mirati, per questo siamo arrivati fin nel cuore di Venezia, con i colori e i profumi dei nostri fiori ma anche le preoccupazioni di centinaia di imprenditori”.

Con la crisi generata dal Covid 19 ha provocato il cr​ollo del fatturato e stravolto i bilanci delle aziende, le opere floreali della durata di 24 ore per l’iniziativa “Ripartiamo con un fiore” rappresentano – sottolinea la Coldiretti – la richiesta di aiuto un settore strategico per l’economia, il lavoro e la qualità della vita messo a rischio prima dalla concorrenza sleale di importazioni dall’estero e adesso dal crollo delle vendite causato dalla pandemia con il record storico negativo di miliardi piante e fiori mandati al macero.

Una situazione senza precedenti nella storia dell’Italia – evidenzia Coldiretti - dove per effetto delle misure di sicurezza anti virus e dei timori legati al contagio sono stati rinviati, addirittura al prossimo anno, quasi 60mila matrimoni, ai quali si aggiungono mancate cresime, comunioni, battesimi, eventi pubblici, fiere e assemblee, con la sospensione persino dei funerali e la chiusura dei cimiteri, in un periodo in cui per molte aziende si realizza oltre il 75% del fatturato annuale, grazie anche ai tanti appassionati dal pollice verde che con l’aprirsi della stagione riempiono di piante e fiori case, balconi e giardini.

Un vero e proprio tsunami per il settore florovivaistico al quale la pandemia ha creato problemi all’export con blocchi al confine e in dogana di tanti paesi Ue ed extra Ue, con ritardi e difficoltà nei trasporti e nella vendita. Il risultato – precisa la Coldiretti – è stata la perdita di fiori e piante appassiti e distrutti nei vivai in Italia. A rischio c’è il futuro di un settore chiave del Made in Italy agroalimentare – ricorda la Coldiretti, con il valore della produzione italiana di fiori e piante stimato in 2,57 miliardi di euro.

Nel comparto – rileva la Coldiretti – sono coinvolte 27mila imprese con circa 200mila posti di lavoro che ora si trovano in gravissime difficoltà. Il settore – secondo la Coldiretti – ha bisogno di misure urgenti per dare liquidità alle aziende senza la quale non potranno essere avviati nuovi cicli colturali per la ripresa delle attività commerciali normali che si stima, visto il decorso dell’emergenza sanitaria e la stagionalità del settore, non avverrà prima di settembre.

Per salvare imprese e posti di lavoro sono necessari interventi urgenti e concreti su tutte le scadenze, fiscali e non, per la gestione dei dipendenti e l’accesso agli ammortizzatori sociali. La Coldiretti ha chiesto indennizzi a fondo perduto per coprire i danni subiti dalle imprese e garantire la liquidità necessaria a ripartire con i nuovi cicli produttivi, esonerando il settore dal pagamento di imposte e tasse e dei contributi previdenziali e assistenziali per il 2020. Inoltre – evidenzia Coldiretti – vanno potenziate e allargate le misure previste per il Bonus Verde, oltre a rilanciare le esportazioni attraverso una adeguata attività diplomatica per la rimozione dei blocchi fitosanitari che – sottolinea la Coldiretti - ancora sussistono per le produzioni vivaistiche italiane in alcuni paesi. Per aprire nuovi mercati – conclude Coldiretti - va finanziata la promozione del settore e dei consumi nazionali ed esteri per un vero rilancio di piante e fiori Made in Italy.

 

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