9 Marzo 2020
Florovivaismo, prime semplificazioni al regolamento fitosanitario Ue

Introdotte le prime semplificazioni al regolamento fitosanitario comunitario che detta la nuova normativa nella Ue. Grazie al recepimento delle proposte della Coldiretti le imprese florovivaistiche hanno ottenuto notevoli miglioramenti della disciplina, in particolare per quanto riguarda il Registro degli operatori professionali (RUOP) e il passaporto fitosanitario. Per il passaporto, secondo l’interpretazione ministeriale, l’obbligo di emissione avrebbe dovuto applicarsi a tutti gli utenti finali (alberghi, hotel, condominio ecc.) con un appesantimento burocratico e di costi aggiuntivi intollerabile per le aziende. Con il pressing della Coldiretti, che ha lavorato con la Direzione nazionale del servizio fitosanitario centrale presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per migliorare l’applicazione del regolamento, è stato possibile arrivare all’azzeramento dell’obbligo del passaporto verso gli utenti finali, In questo modo sono stati tagliati pesanti e costosi adempimenti.

E’ stata inoltre specificata la tipologia delle aziende obbligate ad iscriversi al RUOP a emettere il passaporto con l’esclusione da tutti gli obblighi per i piccoli produttori che vendono agli utenti privati.

In particolare, è stata ottenuta una dettagliata descrizione delle aziende obbligate e di quelle escluse dall’obbligo di iscrizione: un risultato importante che interviene ad assicurare maggiore certezza nel settore florovivaistico. Ad esempio, non sono tenuti ad iscriversi al RUOP il manutentore di parchi e giardini che esercita un’attività artigiana, che acquista il materiale vegetale presso aziende florovivaistiche mettendole a dimora prestando un’attività di servizi. Così come è escluso il manutentore del verde che sia imprenditore agricolo quando la manutenzione rientri tra le attività connesse, utilizzando in prevalenza materiale vegetale prodotto presso la propria azienda e venda il materiale a terzi utilizzatori finali senza ricorrere a contratti a distanza e senza che tali materiali siano destinati a zone protette (ZP) oppure provveda direttamente alla messa a dimora di tale materiale presso l’utilizzatore finale. Qualora ricorra ai contratti a distanza per la vendita del proprio materiale, il manutentore imprenditore agricole è tenuto ad iscriversi al RUOP.

È, inoltre, richiesta l’iscrizione se il manutentore imprenditore agricolo venda il proprio materiale vegetale anche ad un operatore professionale o provveda alla messa a dimora presso un soggetto diverso dall’utilizzatore finale. In questo caso, è richiesta anche l’emissione del passaporto fitosanitario. Occorre procedere ad entrambi gli adempimenti anche nel caso del manutentore del verde imprenditore agricolo che eserciti l’attività manutentiva in connessione in zona protetta. Se non fossero stati alleggeriti gli oneri burocratici ed economici molte piccole imprese avrebbero rischiato la chiusura. Tradotti in numeri questi interventi migliorativi consentono a una piccola e media azienda che vende prodotti e servizi sul territorio di risparmiare tra i 5 e i 10mila euro all’anno. Il lavoro però non si ferma e si sta concentrando sugli articoli del regolamento che riguardano altre complesse questioni, soprattutto quelle relative al delicato capitolo dell’export.

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