11 Maggio 2021
FOTOVOLTAICO A TERRA. LA PETIZIONE DELLE MAMME SUPERA LE 20MILA FIRME. COLDIRETTI:”PRESTO IN CONSIGLIO REGIONALE PER FERMARE I PANNELLI SUI CAMPI VENETI”.

FOTOVOLTAICO A TERRA. LA PETIZIONE SUPERA LE 20MILA FIRME. COLDIRETTI:”PRESTO IN CONSIGLIO REGIONALE PER FERMARE I PANNELLI SUI CAMPI VENETI”.

 

11 maggio 2021 - La mobilitazione di Coldiretti Veneto arriva dritta al Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale, dove gli agricoltori hanno in programma di portare oltre 20mila firme relative alla petizione “No Fotovoltaico su Suolo Agricolo” promossa dal comitato civico delle mamme e organizzata sia on line che tutto il territorio regionale. I cittadini si sono schierati con gli agricoltori – commenta Coldiretti Veneto – nella battaglia di buon senso per avere uno strumento legislativo che fermi la corsa all’accaparramento dei terreni agricoli per la “coltivazione” di pannelli solari. L’ingiustificato ritardo nell’approvazione della legge è preoccupante – dice Coldiretti Veneto – mentre cresce sempre più il consenso della gente per l’iniziativa condivisa anche dalle forze politiche in maniera trasversale – spiega Coldiretti Veneto. I deputati di vari partiti, sindaci, consiglieri, assessori  che hanno formalmente aderito alle dimostranze degli imprenditori agricoli – ribadisce Coldiretti Veneto –dimostrano di sostenere  la richiesta di approvazione di un testo di legge che individua le zone idonee agli impianti: cave dismesse, aree marginali, tetti di capannoni industriali abbandonati. Se si mettessero i pannelli fotovoltaici sul 20% dei tetti e delle aree di pertinenza degli 11mila capannoni non utilizzati e si coprisse il 20% dei  circa 10 mila ettari di aree a destinazione urbanistica non agricola – ricorda Coldiretti Veneto - si produrrebbe una quantità di energia da fonti rinnovabili superiore di 5 volte rispetto a quella che si fa oggi con gli impianti presenti su suolo agricolo. E allora – si chiede Coldiretti Veneto - perché continuare a sacrificare campi coltivati quando ci sono soluzioni alternative? Tutto ciò senza contare il potenziale energetico che potrebbe svilupparsi con l’utilizzo delle cave dismesse – continua Coldiretti Veneto - che solo nel bacino del Piave ammontano a circa 500 ettari! Sarebbe interessante stimare anche quanta energia deriverebbe dalla copertura dei tetti degli edifici pubblici. La campagna veneta sta vivendo un vero e proprio assalto da parte di società anche straniere  – conclude Coldiretti Veneto – per fermare lo scempio ambientale occorre accelerare sul Progetto di Legge numero 41 ancora ferma nelle varie commissioni consiliari”

 

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