1 Giugno 2014
GRANDINE NELL’ALTA PADOVANA, DANNI A VIGNETI, MAIS E ORTAGGI

La violenta grandinata di venerdì sera nel Camposampierese ha avuto pesanti ripercussioni sull’agricoltura, con danni ingenti alle colture in pieno campo, agli orti e ai vigneti. In alcune zone fra Camposampiero, Loreggia e Santa Giustina in Colle la grandine ha formato uno strato fino a 20 centimetri, distruggendo gran parte dei prodotti primaverili in maturazione. Sono centinaia gli ettari di territorio agricolo interessati. Ad avere la peggio gli ortaggi di stagione come zucchine, fagiolini, insalatine, cavoli capucci, coste, cicorie. Decine e decine di quintali di prodotti pronti per essere raccolti e messi sul mercato resteranno a marcire nei campi. Danneggiati pesantemente anche i vigneti insieme alle coltivazioni a pieno campo, in particolare mais e soia. Non si registrano invece, in questa occasione, conseguenze sulle strutture agricole, come invece era successo qualche giorno fa durante il passaggio di alcuni temporali. A Loreggia, per esempio, il vento forte aveva squarciato la copertura di una grande serra per la coltivazione di colture orticole protette, vale a dire insalatine, rucola, cicorie e altri “freschissimi” che devono maturare al riparo dagli agenti atmosferici. Anche nella Bassa Padovana la grandine ha colpito coltivazioni nel Montagnanese e lungo l’asta del fiume Adige, fino ad Anguillara.
«Coldiretti Padova sta raccogliendo già da venerdì sera le segnalazioni dal territorio - spiega il direttore Simone Solfanelli -  e nei prossimi giorni completerà il quadro della situazione informando tempestivamente l’Avepa e le istituzioni competenti per delimitare le aree colpite e avviare le procedure del caso a sostegno del settore primario. Dopo l’emergenza piogge e allagamenti di un mese fa l’agricoltura padovana si trova a fare i conti con ulteriori danneggiamenti, per di più nel pieno della stagione delle coltivazioni orticole e nella delicata fase di maturazione delle colture a pieno campo. Solo nei prossimi giorni sarà possibile quantificare la reale entità dei danni e tracciare un bilancio di questo nuovo evento. E’ evidente che ormai, come andiamo ripetendo da anni, il clima sta cambiando e gli strumenti di difesa a disposizione del mondo agricolo vanno potenziati.
«Vanno messe in campo risorse - aggiunge il presidente di Coldiretti Padova Federico Miotto - per incrementare la cosiddetta “difesa passiva”, a partire dalle protezioni in campo come le reti antigrandine e le assicurazioni agevolate per le imprese agricole contro calamità naturali come alluvioni, vento forte, siccità, gelate, colpi di calore e altre avversità atmosferiche. Il reddito dell’impresa agricola va difeso e tutelato anche attraverso opportuni investimenti perché non possiamo permetterci di perdere un patrimonio di qualità e tipicità ad ogni ondata di maltempo o ad ogni passaggio di perturbazione».

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