5 Agosto 2021
Green Pass, dove serve e come verificarlo

Dal 6 agosto entra in vigore l'obbligo del Green pass per la ristorazione al chiuso (quindi anche per i posti al chiuso degli agriturismi, escluse le colazioni e i pasti per chi alloggia nella struttura) eventi e accesso a piscine, palestre e centri benessere, anche all'interno di strutture. La verifica del Green pass avviene tramite l'applicazione per smartphone "VerificaC19" che funziona anche off line e non memorizza i dati degli utenti. Riportiamo di seguito un rapido vademecum, ricordando che i nostri Uffici sono a disposizione per ulteriori informazioni.

SCARICA CLICCANDO QUI IL VADEMECUM DI COLDIRETTI TERRANOSTRA contenente gli aggiornamenti stabiliti  in Consiglio dei Ministri.

Terranostra e Campagna Amica hanno predisposto anche lo “speciale bambini” (scarica cliccando qui), sperando possa essere di ulteriore aiuto con questo target più specifico.

*ATTENZIONE, AGGIORNAMENTO! Il documento "speciale bambini" contiene un refuso nella scheda sull'obbligo del green pass sotto i 12 anni. Specifichiamo che in zona bianca non vige l'obbligo del green pass per i bambini sotto i 12 anni in casso di cerimonie con più di 60 partecipanti.  

E’ un tema che può subire ulteriori modifiche, pertanto continueremo a tenere aggiornati e a sostenere le nostre imprese agrituristiche.

Quando è necessario il Green pass:

SOGGETTI
Coloro che hanno più di 12 anni d’età;
Coloro che non sono affetti da patologie che li esonerano su idonea e specifica certificazione medica.
ATTIVITÀ
Servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso;
in zona bianca si dovrà presentare il Green pass se si vuole andare al ristorante al chiuso e negli altri locali come bar, pub, pasticcerie e gelaterie e sedersi al tavolo. Non sarà necessario il Green pass per chi sta all’aperto. Non sarà necessario per le consumazioni al bancone.
La novità è che abbiamo ottenuto un alleggerimento per quanto riguarda le persone alloggiate: non è necessario in green pass per le colazioni (nemmeno se la colazione viene servita in un’area comune).
Spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi;
Musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
Piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
Sagre e fiere, convegni e congressi;
Centri termali, parchi tematici e di divertimento;
Centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione;
Strutture sanitarie e RSA;
Attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
Concorsi pubblici.
Quali le sanzioni per il mancato rispetto dell’adempimento:
I titolari e i gestori delle attività di cui sopra sono tenuti a verificare che l’accesso avvenga con Green pass.
In caso di violazione la sanzione va da 400 a 1.000 euro a carico sia dell’esercente che dell’utente.
In caso di recidiva, nel numero di tre infrazioni avvenute in tre giornate differenti, la sanzione potrebbe essere accompagnata dalla chiusura dell’esercizio per un periodo da 1 a 10 giorni.
Il Green pass: quando viene rilasciato, come e quale durata ha?
Come si ottiene il certificato?
Il Governo ha previsto più canali, con o senza identità digitale, per ottenere il documento.
Il sito www.dgc.gov.it è già operativo e prevede l’invio via e-mail o sms di una notifica da parte del Ministero della Salute in relazione alla avvenuta vaccinazione. Il messaggio ricevuto contiene un codice di autenticazione e brevi istruzioni per scaricare la certificazione.
Dopo essersi collegati al sito, con accesso tramite identità digitale (SPID/CIE) oppure con Tessera Sanitaria (o con il Documento di identità se non si è iscritti al SSN), in combinazione con un codice univoco ricevuto via e-mail o sms, si potrà scaricare la certificazione.
Il formato digitale non è l’unica modalità per recuperare il pass: medico di base, pediatra o farmacia hanno un ruolo attivo nella gestione e stampa del pass cartaceo.
Riassumiamo le modalità di accesso:
da soli tramite il sito
tramite app
con l’aiuto del medico o del farmacista
Quando viene rilasciato il Green pass?
1. In occasione dell’effettuazione del vaccino;
2. Dopo la guarigione dal Sars-CoV-2;
3. A fronte di test molecolare o antigenico negativo.
Quanto dura il certificato? Potrà essere revocato?
1. Certificato per vaccinazione: è valido a partire dal quindicesimo giorno dopo la somministrazione della prima dose e fino alla data della seconda dose.
Da quel momento, la certificazione è valida per ulteriori 9 mesi (279 giorni).
2. Certificato per avvenuta guarigione: è valido per sei mesi dalla data di fine isolamento.
3. Certificato per test antigenico o molecolare con esito negativo: è valido per 48 ore dal tampone, ovvero dal momento del prelievo del materiale biologico. Il certificato sarà revocato in caso di infezione da Covid-19: la positività al virus, infatti, verrà immediatamente registrata nella banca dati e questo comporterà l’annullamento del pass.
Come gestire le attività di controllo del green pass di coloro che accedono ai locali aziendali
Come effettuare i controlli del Green pass?
Le modalità di controllo della carta “verde” sono previste dal DPCM del 17 giugno 2021 all’art.13, come espressamente richiamato dal D.L. n. 105 del 23 luglio 2021.
La verifica delle certificazioni verdi Covid-19 è effettuata mediante la lettura del QR-code, utilizzando esclusivamente l'applicazione “VerificaC19”, che consente di controllare l'autenticità, la validità e l'integrità della certificazione e di conoscere le generalità dell'intestatario, senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l'emissione.
In base alle previsioni del comma 4 di tale articolo, l’intestatario del pass dovrà presentare idoneo documento di identità, su richiesta del soggetto addetto alla verifica.
È possibile richiedere da parte del verificatore una copia del pass da archiviare?
No.
Il DPCM del 17 giugno 2021 all’art. 13 prevede che il controllo sia consentito tramite applicazione “VerificaC19”, che consente unicamente di controllare l'autenticità, la validità e l'integrità della certificazione, e di conoscere le generalità dell'intestatario, senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l'emissione.
Il comma 5 del menzionato art. 13 precisa, inoltre, che “l'attività di verifica delle certificazioni non comporta, in alcun caso, la raccolta dei dati dell'intestatario in qualunque forma”.
Pertanto, come deve procedere il titolare dell’attività od il suo delegato per dimostrare l’avvenuto controllo?
Sarà sufficiente scaricare l’applicazione “VerificaC19” su un dispositivo dedicato all’ingresso del locale, anche privo di connessione internet (l’applicazione non necessita della connessione).
Come trattare i dati relativi al Green pass ai fini privacy?
Non è previsto alcun trattamento dati ai fini privacy, così come stabilito dal comma 5 dell’art. 13 del DPCM 17 giugno 2021.
Inoltre il Garante della Privacy, nel commento allo schema del DPCM, pubblicato il 9 giugno 2021, afferma che “tale app consente al verificatore di controllare l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione e di conoscere le generalità dell’interessato, senza rendere visibili al verificatore le informazioni che hanno determinato l’emissione della certificazione (guarigione, vaccinazione o esito negativo del test molecolare/antigenico rapido) e senza conservare i dati relativi alla medesima oggetto di verifica.
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