BOARA PISANI (PD) – “Parlare di cibo è tremendamente serio: coinvolge le speculazioni di chi lo chiama commodity, la sicurezza di tutti noi che ci alimentiamo, l’energia, il rispetto del territorio, il sistema economico delle famiglie e piccole imprese che producono l’80 per cento del cibo mondiale e che devono ricevere la giusta remunerazione per il proprio lavoro. Ed il nostro primato mondiale che dovremmo sbandierare: l’Italia è al primo posto per sicurezza alimentare”.
Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo concludendo la 12ma edizione del seminario per il clero polesano, che si è svolto stamattina (30 ottobre) all’Hotel Petrarca di Boara Pisani (Pd), appuntamento annuale a cura di Coldiretti e dell’Ufficio per la pastorale sociale della diocesi di Adria, retto dal consigliere ecclesiastico di Coldiretti, don Carlo Marcello. Una trentina i parroci partecipanti e molti gli interventi sull’argomento trattato: “Alimentazione e sostenibilità sui percorsi di solidarietà”, sulla scia del tema Expo “Nutrire il pianeta”.
“Attorno al cibo ruotano il lavoro, la produzione, la gestione dell’acqua e del suolo, il consumo di energia e, in ultima analisi la maggior parte dei conflitti sociali di questo pianeta”, ha esordito Rolando Manfredini responsabile nazionale dell’Area sicurezza alimentare e produttiva della Confederazione Coldiretti.
“Tante sono le implicazioni del cibo – ha aggiunto – L’aumento della popolazione mondiale (9 miliardi nel 2050) significa dover produrre più cibo; oggi 879 milioni di persone soffrono la fame e si spreca il 33 per cento di cibo; per il cibo si consuma acqua (quel 33 per cento di cibo buttato ha richiesto in acqua la portata di un anno del fiume Volga); perdiamo 275 ettari al giorno di suolo agricolo in Europa con una perdita di capacità produttiva equivalente a 1,6 milioni di tonnellate di frumento dal 1990 al 2006; i cambiamenti climatici sconvolgono i ritmi delle piante”.
Una serie di paradossi che culminano in quello energetico: “Per produrre il cibo ad alto tasso di processazione si usa più energia di quanto ne ricaviamo dal cibo stesso prodotto”, ha dichiarato Manfredini.
E infine il primato italiano della sicurezza alimentare: “Il nostro sistema alimentare ha una storia di migliaia di anni e ha dato origine alla dieta mediterranea che è fatta di cibi semplici – ha ricordato Manfredini – Ora la stiamo abbandonando a favore di un modello globalizzato, di cibi manipolati, più calorici che fanno aumentar le patologie correlate, meno costosi in termini di processi produttivi, destagionalizzati: un chilo di ciliegie del Cile ha percorso 12 mila chilometri, consumato 7 chili di petrolio e prodotto 21 chili di anidride carbonica. L’Italia sta progressivamente diminuendo la propria sovranità alimentare perché la sua autosufficienza produttiva diminuisce. Dal 1971 al 2010 ha perso il 28 per cento dei terreni agricoli (Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna messe insieme) e produce in termini generali in maniera insufficiente a soddisfare il proprio bisogno interno. Ciò che manca lo importa da paesi con standard di sicurezza diversi e lo farà sempre di più, mettendo sempre più a rischio la sicurezza alimentare. Contemporaneamente le sue imprese agricole sono sempre più compresse”.
La riflessione si è poi spostata sul tema della prossima Giornata del ringraziamento diocesana che ricalca ancora le problematiche attorno al cibo. “La terra produce beni che sono benedizione di Dio per gli uomini – ha ricordato don Paolo Bonetti, consigliere ecclesiastico nazionale di Coldiretti – Gli agricoltori più degli altri sono a contatto con questa benedizione permanente di Dio. Dal contatto nasce la gratitudine e lo stupore che sono l’animo del lavoro agricolo”. Il vescovo di Adria Rovigo, Lucio Soravito de Franceschi si è soffermato sul valore della sobrietà e della solidarietà.
30 Ottobre 2014
IL CIBO, TRA SPECULAZIONI E RISCHIO SICUREZZA