8 Luglio 2021
“Invasi dai cinghiali”: flash mob Coldiretti a Venezia con sindaci e Regione

Da Padova una delegazione con 23 amministratori e decine di agricoltori per chiedere un piano di contenimento con azioni semplici e sburocratizzate”

La testimonianza dell’assessore di Ospedaletto Euganeo: “coinvolta nell’ennesimo incidente stradale”

Guarda i video dei servizi tg dedicati al flashmob:

L’emergenza cinghiali ha fatto arrivare a Venezia gli agricoltori di Coldiretti da tutte le province, compresa Padova, tra i territori più colpiti, dai Colli Euganei alla pianura, per denunciare un fenomeno incontrollato che è diventato un problema di ordine pubblico e sicurezza. Per questo oggi nel piazzale di fronte alla stazione di Santa Lucia gli agricoltori di Coldiretti Veneto hanno organizzato un flash mob “silente” per testimoniare lo stato in cui gli imprenditori e i cittadini sono costretti ad affrontare l’invasione dei cinghiali dalle campagne alle aree più urbanizzate, fino ai centri urbani. Il fenomeno che lascia tutti “senza parole”, ben noto a molti cittadini padovani che abitano fra i Colli Euganei e le campagne ormai colonizzate dagli ungulati, è stato spiegato attraverso l’esposizione “muta” di grandi immagini con ritratti ettari di mais devastati, foto di incidenti stradali e di cinghiali che scorrazzano indisturbati nei centri residenziali, rovistando tra i cassonetti di rifiuti a ridosso delle abitazioni.

Insieme agli agricoltori, a testimonianza di quanto l’emergenza sia sentita, anche numerosi sindaci e amministratori locali con la fascia tricolore: da Padova ne sono arrivati ben 23, quasi la metà dei presenti, da Cervarese Santa Croce, Rovolon, Torreglia, Ospedaletto Euganeo, Cinto Euganeo, Vo, Arquà Petrarca, Galzignano, Due Carrare, Boara Pisani, Borgo Veneto, Casale di Scodosia, Urbana, Conselve, Correzzola, Noventa Padovana, Vigonza, Cittadella, San Giorgio in Bosco, San Giorgio delle Pertiche, Carmignano di Brenta, Villafranca. Presenti anche i consiglieri regionali Elisa Venturini, Enoch Soranzo e Giuseppe Pan.

Significativa, durante la manifestazione, la testimonianza di Carla Peruffo, assessore alle attività produttive e all’agricoltura del comune di Ospedaletto Euganeo: da anni si misura con l’emergenza cinghiali e di recente ha avuto anche una poco piacevole esperienza di un incidente stradale causato per l’appunto da un cinghiale. «E’ successo lo scorso 19 giugno - ricorda l’assessore Peruffo - era un sabato era, da poco erano passate le 23 ed ero a bordo di un’auto con altri due passeggeri. Ero seduta sul sedile posteriore e mentre stavano percorrendo via Monteversa un cinghiale è spuntato dal ciglio opposto ed è stato prima investito da un’auto che proveniva in direzione opposta e poi sbalzato contro la nostra. L’urto è stato violento, fortunatamente non ci sono stati feriti perché andavamo piano ma una volta scesi ci siamo resi conto dei danni che l’animale aveva provocato alle due auto. Non si ci siamo fatti male ma ci siamo parecchio spaventati e preoccupati, evitare l’impatto con un cinghiale è pressoché impossibile e le conseguenze possono essere molto gravi. Mi chiedo cosa sarebbe successo se in quel momento fosse passata una moto. Purtroppo sulle nostre strade sia dei Colli Euganei che nelle pianure circostanti il pericolo di trovarsi uno o più cinghiali nel bel mezzo della strada è concreto e da non sottovalutare». L’assessore Peruffo ricorda che ad Ospedaletto da qualche anno è presente, nell’oasi delle Vallette lungo il Frassine, una colonia di almeno un centinaio di cinghiali: «Il problema è sentito, dagli agricoltori e non solo. Ci sono stati diversi abbattimenti ma finora questo non è stato sufficiente per arginare il fenomeno».

Tra le decine di agricoltori padovani che esponevano cartelli con gli appelli per salvare il territorio dall’invasione dei cinghiali c’era Marco Menesello, di Este, con terreni ad Ospedaletto: “Sono 6 anni che ci troviamo a fare i conti con numerosi danneggiamenti a tutte le coltivazioni: mais, soia, grano, non si salva nulla. Ormai non sappiamo più cosa seminare”. Luca Ennio, agricoltore di Monselice, ricorda che «a Monticelli e verso Galzignano e Arquà ormai è un dramma che si ripropone da troppo tempo, abbiamo rinunciato anche a denunciare i danneggiamenti perché i ristori sono trascurabili, è il momento di fare sul serio».

Anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia è salito sul palco per portare solidarietà agli agricoltori: «Siete i custodi del territorio, dove c’è un agricoltore c’è tutela dell’ambiente – ha detto – di fronte al problema dei cinghiali l’unica soluzione che il governo deve adottare è quella di rendere questa specie cacciabile, e ve lo dice uno che cacciatore non è. Altri percorsi non ce ne sono, altrimenti l’ecosistema salta». «Abbiamo fatto presente che ormai i cinghiali talmente diffusi ovunque sul territorio regionale» spiega Bressan «che non ci sono neppure i numeri. Le nostre stime parlano di 90mila cinghiali, di cui più di diecimila solo sui Colli Euganei, che scorrazzano indisturbati anche in campagna. Gli animali selvatici distruggono produzioni alimentari, sterminano raccolti, assediano campi: non più di tanto possono fare i circa 7mila selecontrollori». Il dossier elaborato da Coldiretti evidenzia danni periziati per oltre un milione di euro di cui liquidati poco più della metà. «Un importo assolutamente sotto stimato» puntualizza Bressan «perché gli agricoltori esasperati hanno addirittura smesso di presentare le istanze. La questione non è solo agricola e nemmeno venatoria, perché  coinvolge tutti produttori, allevatori, residenti nei centri urbani, automobilisti, turisti, altre specie animali. Non possiamo nasconderci dietro un dito: il vecchio piano di controllo dei cinghiali non ha funzionato. Prima che sia troppo tardi abbiamo sottoposto alla Regione le nostre richieste urgenti. Leggi e provvedimenti ci sono: si applichino, usando il criterio della buona politica».

Ecco cosa chiede Coldiretti alla Regione:

  • che Stato e Regioni facciano un gioco di squadra e operino in modo risoluto per rendere le misure di contenimento e controllo effettivamente efficaci;
  • che gli agricoltori dotati delle necessarie autorizzazioni siano messi in condizione di essere effettivamente protagonisti delle azioni di contenimento, anche attraverso l’utilizzo di altri soggetti autorizzati, a partire dai cacciatori, per intervenire immediatamente sui propri fondi agricoli;
  • semplificare le procedure per l’attivazione di tutti gli interventi e messe in atto azioni per promuovere l’attività dei selecontrollori;
  • che attraverso una modifica della legge nazionale il coordinamento delle azioni sia affidata al Prefetto in quanto competente per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza;
  • che la delibera proposta alla Regione sia approvata in tempi rapidi;
  • che il nuovo piano di controllo dei cinghiali contenga azioni semplici sburocratizzate, efficaci, efficienti, allargando la platea dei soggetti attuatori, con le risorse necessarie.
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