1 Giugno 2010
INVASIONE DI CAVALLETTE SUI COLLI EUGANEI


Sono migliaia, si muovono velocemente e divorano tutto ciò che trovano sulla loro strada. Le cavallette della specie “Barbitistes Vicentinus” che da alcuni giorni hanno fatto la loro comparsa sui Colli Euganei rappresentano seria minaccia per l’agricoltura da non sottovalutare. A lanciare l’allarme è Coldiretti Padova che ieri ha eseguito un sopralluogo in alcune aziende agricole fra Torreglia e Teolo per valutare l’entità dei danni e chiedere subito un intervento da parte della Provincia e del Parco Colli Euganei per arginare questa nuova invasione che mette a rischio interi raccolti. “Stiamo molto attenti a non sottovalutare un fenomeno che può causare nel giro di pochi giorni gravi danni all’agricoltura. – spiega Walter Luchetta, direttore di Coldiretti Padova – Non c’è tempo da perdere, Provincia e Parco Colli devono mettere in atto già dalle prossime ore tutti i provvedimenti necessari ad arginare l’invasione delle cavallette. Da alcuni giorni riceviamo segnalazioni da parte di decine di agricoltori dell’area collinare che denunciano danni consistenti a vigneti e cereali, in particolare mais. Ma sono a rischio anche frutteti, ortaggi, soia e barbabietole. Il problema è serio, non si tratta di un semplice “fastidio” per ristoratori e albergatori o per turisti ed escursionisti ma di una vera e propria emergenza per le colture dei Colli Euganei”. In questi giorni di caldo umido le cavallette si sono moltiplicate a dismisura e sono affamate: con il loro micidiale apparato masticatore nel giro di pochi giorni sono in grado di divorare decine di ettari di coltivazioni. Al momento privilegiano le foglie dei vigneti, vera risorsa dei Colli Euganei con numerose varietà Doc e di alta qualità, e le piante di mais nella fase critica di crescita. Dai boschi si stanno spostando velocemente, anche di qualche centinaio di metri al giorno, fermandosi tra i filari delle vigne e sui campi coltivati. Per fermare l’invasione è necessario intervenire già in queste ore ad ampio raggio: non è sufficiente, infatti, che l’agricoltore agisca con i normali insetticidi di solito utilizzati nelle colture e non pericolosi per l’uomo e gli altri animali. Bisogna invece agire direttamente nei luoghi di diffusione e proliferazione, in particolare nei boschi dei Colli. Per questo Coldiretti Padova chiede che i tecnici della Provincia e del Parco Colli si attivino immediatamente in modo da limitare i danni e mettere in campo le azioni utili ad arginare un fenomeno che altrimenti potrebbe sfuggire di mano. “La nostra agricoltura – aggiunge il presidente di Coldiretti Padova Marco Calaon – sta già pagando a caro prezzo altre emergenze come la presenza di cinghiali, nutrie, colombi e corvi che devastano intere coltivazioni. Da anni chiediamo un impegno concreto e continuativo da parte delle autorità. Le imprese agricole non possono farsi carico anche di questa nuova emergenza”.

  

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