1 Ottobre 2021
Latte, accolta la proposta di Coldiretti sull’aumento del prezzo

Prezzo del latte all’origine, finalmente arriva un primo riscontro concreto a favore degli allevatori. “Con un atto di responsabilità è stata accolta la nostra proposta per un adeguato aumento del prezzo minimo del latte alla stalla in Italia senza che vi sia un impatto sui consumatori”. E’ quanto afferma il presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini nel rendere nota la disponibilità espressa da Conad, Coop, Granarolo, Federdistribuzione e Assolatte, al tavolo convocato dal Ministro Stefano Patuanelli sulla crisi del latte su sollecitazione della Coldiretti. “Il positivo accoglimento della nostra proposta – afferma Prandini – va ora calato concretamente nella realtà di tutti i giorni per renderla operativa già dal mese di ottobre per salvare le stalle strette nella morsa dei rincari delle materie prime. All’applicazione dell’intesa – sottolinea Prandini - deve seguire una adeguata campagna pubblica di sensibilizzazione sul consumo di latte e derivati e per la valorizzazione di una produzione nazionale che supera le 12 milioni di tonnellate all’anno. La stabilità della rete zootecnica italiana ha un’importanza che non riguarda solo l’economia nazionale ma ha una rilevanza sociale e ambientale perché quando una stalla chiude – conclude Prandini – si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado dei territori soprattutto in zone svantaggiate”.

Coldiretti Padova ricorda che la situazione del prezzo del latte alla stalla è diventata insostenibile con gli allevatori messi sotto pressione da prezzi troppo bassi a fronte del rincaro delle materie prime e dei foraggi, dal mais alla soia, a causa delle tensioni generate dalla pandemia. E’ invece fondamentale assicurare la sostenibilità finanziaria degli allevamenti sottraendoli al rischio di chiusura a causa di prezzi sotto i costi di produzione, per questo Coldiretti ha chiesto un adeguato intervento sul prezzo del latte riconosciuto agli allevatori.

In provincia di Padova il settore lattiero caseario vale circa 80 milioni di euro per circa 500 aziende attive in cui vengono allevate quasi 40 mila vacche da latte. Nel 2020, l’anno del Covid, la produzione di latte nel territorio padovano ha registrato un incremento del 3,9%, con una produzione di 2 milioni e 229 mila quintali di latte l’anno, un quinto del totale veneto, un prodotto di alta qualità, destinato per lo più alla trasformazione di formaggi Dop e di latticini. Per la maggior parte questa attività si concentra nell’Alta Padovana, con la presenza di decine di aziende zootecniche che nell’ultimo decennio hanno affrontato notevoli investimenti per restare sul mercato con un prodotto di assoluta qualità e fatto i conti con le distorsioni della filiera e la concorrenza dei mercati esteri, oltre che con un prezzo ormai inadeguato.

“Le scorse settimane – ricorda Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova - avevamo tirato le somme dei prezzi del latte alla stalla e rilevato qualche timido segnale di ripresa, ma mettendo in evidenza che ciò non bastava a compensare i maggiori costi dovuti al rincaro delle materie prime. I prezzi di mais, soia, colza hanno fatto registrare balzi in avanti tra il 20 e il 40 per cento, facendo salire i costi di produzione. Oggi per un fare un litro di latte i nostri allevatori spendono più di 40 centesimi al litro mentre lo stesso litro di latte ci viene pagato in media 36 centesimi. Difficile far quadrare i conti in queste condizioni, tanto che il rischio è quello di perdere altri allevamenti anche nella nostra provincia. L’intervento sul prezzo riconosciuto ai produttori è la soluzione che permette di salvare il settore lattiero caseario”.

Secondo un recente report Veneto Agricoltura, che prende spunto da un monitoraggio Ismea, i prezzi del latte consegnato alle industrie di trasformazione relativi al primo semestre 2021 segnano per il Veneto una media di 36,2€/hl + IVA, confermando l’urgenza di rivedere le quotazioni pagate agli allevatori considerata la mutata situazione del prezzo del latte spot. Diversa naturalmente la situazione per le cooperative che determinano il valore del latte al termine dell’anno e secondo criteri naturalmente diversi da quelli dell’industria di trasformazione.

“E’ necessario che nei contratti di fornitura fra le industrie di trasformazione e gli allevatori siano concordati compensi equi perché a fronte dei i rincari delle materie prime alla base dell’alimentazione degli animali è fondamentale assicurare la sostenibilità finanziaria degli allevamenti” continua Bressan. “Una adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori è condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti sicuri e di qualità che sostengono l’economia, il lavoro e i nostri territori. L’allarme globale provocato dal Covid ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza ma anche le fragilità presenti in Italia sulle quali occorre intervenire”.

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