29 Gennaio 2016
LATTE, BENE IL PRIMO ACCORDO, ORA L’IMPEGNO PER IL GIUSTO PREZZO, MARTINA FIRMA IL DECRETO PER GLI AIUTI DIRETTI

Un primo, concreto passo avanti nella delicata trattativa sul latte: maggiore informazione ai consumatori sui prodotti a base di latte cento per cento italiano e individuazione di un sistema di indicizzazione per i contratti del latte tra imprese agricole e industriali trasformatori. Sono questi i risultati scaturiti dall’incontro tra imprenditori agricoli, industriali e  settore della grande distribuzione che si è tenuto al Ministero delle Politiche agricole. Al tavolo con gli allevatori la grande distribuzione ha presentato un programma delle attività di promozione straordinaria dei prodotti lattiero caseari italiani che sarà caratterizzata dall'uso di un marchio che consenta di individuare in maniera chiara e omogenea i prodotti lattiero caseari di origine 100% italiana sugli scaffali.
“Ci auguriamo che questa prima intesa sia un buon inizio - afferma Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova - Si tratta di un ulteriore risultato concreto della mobilitazione che nel novembre scorso ha coinvolto decine di migliaia di allevatori, tra i quali molti nostri imprenditori padovani, con presidi nelle industrie e nei supermercati. La battaglia della Coldiretti continua per arrivare al più’ presto alla determinazione di un giusto prezzo da pagare agli allevatori e alla corretta identificazione dei prodotti che lavorano latte italiano con l’indicazione in etichetta, che impedisca di spacciare come Made in Italy il prodotto importato. Dobbiamo impegnarci per giungere ad un ampio accordo tra le parti al fine di salvaguardare un settore strategico per la nostra agricoltura e per il made in Italy nel suo complesso. Un settore che nella nostra provincia ha una sua storia e importanti riflessi nell’economia locale, soprattutto nell’Alta Padovana”.
Intanto il ministro Maurizio Martina ha firmato il decreto per la ripartizione degli aiuti diretti alle imprese di allevamento per il latte prodotto e commercializzato nei mesi di dicembre 2015, gennaio e febbraio 2016. L'impatto stimato della misura è di 1 centesimo per litro di latte venduto alla stalla. Il decreto è stato già trasmesso ad Agea per l'erogazione dei contributi.
Nel padovano le stalle dedicate alla produzione latte sono poco meno di 600, concentrate soprattutto nell’Alta. Sono oltre 40.000 le vacche da latte allevate e 2.166.000 i quintali di latte prodotto ogni anno. In media quasi 3900 quintali per ciascuna stalla. Il latte viene in stragrande maggioranza destinato, proprio per la sua elevata qualità, alla produzione dei formaggi veneti a marchio Dop come il Grana Padano, l’Asiago e il Montasio. Nella nostra provincia il valore della produzione sfiora gli 87 milioni di euro. 
Tornando all’accordo di questi giorni, il Ministero delle Politiche Agricole spiega che “il sistema base elaborato da Ismea per l'indicizzazione del prezzo del latte prende in considerazione 4 gruppi di riferimento selezionati: 1- prodotti a medio-bassa stagionatura (Provolone Val Padana Fresco e Maturo, Mozzarella, Gorgonzola, Italico);  2- prodotti a elevata stagionatura (Parmigiano Reggiano e Grana Padano in vari gradi di stagionatura) ; 3- prodotti esteri (latte scremato in polvere Francia, Oceania e Germania, Edamer Germania, latte intero in polvere germania); 4- input di produzione (mais, farina di soia, sorgo, crusche, farinacci). All'interno delle 4 componenti sono stati scelti i primi 5 prodotti con il coefficiente più alto, per un totale di 20 prodotti. L'ampiezza dei panieri e la loro articolazione rappresenta un elemento importante in termini di stabilità dell'indicatore in quanto evita che fluttuazioni impreviste o indotte di singoli componenti possano determinare variazioni consistenti
Il sistema individuato è oggettivo, - prosegue il ministero - in quanto elaborato attraverso l'applicazione di tecniche statistiche che escludono ogni criterio di soggettività nella scelta dei parametri di ponderazione e dei prodotti che compongono i singoli componenti. E’ anche affidabile perché costruito attraverso l'individuazione di fonti non influenzabili dalle parti in causa; con un aggiornamento dei dati immediato (il mese successivo a quello di riferimento) e continuativo; articolato, in modo da comprendere tutte le variabili in grado di influire su costi di produzione del latte e i suoi derivati e sufficientemente complesso da non subire "shock" da parte di fluttuazioni repentine e improvvise di prezzi puntuali. E’ neutrale, in quanto elaborato e implementato da una parte terza al sistema di contrattazione; trasparente, in termini di disponibilità dei dati di partenza, delle elaborazioni e dell'indice stesso".

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