22 Marzo 2010
NELL’ALTA PADOVANA IL LETAME E’ UNA RISORSA NON UN VELENO

I liquami zootecnici e il letame non sono un “veleno” ma una risorsa naturale importante, un concime prezioso da valorizzare. Le aziende agricole del territorio sono impegnate da anni nel rispetto della “Direttiva Nitrati”, affrontando notevoli sacrifici economici per adeguare le proprie strutture. Non risponde al vero l’affermazione che “l’Alta Padovana sprofonda nei rifiuti”, come ha riportato “il Mattino di Padova” domenica 21 marzo, così come è quantomeno azzardato sostenere che il letame è “un veleno che minaccia la falda”.
“Simili dichiarazioni non rendono giustizia al lavoro quotidiano di migliaia di imprenditori agricoli dell’Alta Padovana – ricorda il presidente di Coldiretti Padova Marco Calaon – che si sentono offesi nel venire additati come un pericolo per l’ambiente. La falda è tutt’altro che inquinata, prova ne è la richiesta di Veneto Acque di prelevare ben 1.800 litri d’acqua al secondo proprio da Camazzole per destinarla al consumo alimentare in buona parte del Veneto. Se l’acqua fosse di pessima qualità o, addirittura, avvelenata, nessuno correrebbe il rischio di attingere acqua potabile dalle falde dell’Alta Padovana.
E’ troppo facile sparare nel mucchio e mettere alla sbarra un’intera categoria: le imprese agricole stanno sostenendo gravosi investimenti per attuare quanto previsto dalla “Direttiva Nitrati” e garantire un corretto impiego di una risorsa naturale come il letame e i liquami. Posso affermare, con certezza e con una punta di orgoglio, che da anni il mondo agricolo si sta impegnando per usare al meglio i reflui zootecnici e tutelare l’ambiente. Se qualcosa non va – sottolinea Calaon - chiediamo che ci venga detto chiaramente, evitando però le accuse generiche che nulla risolvono, anzi creano solamente dei danni.
Il mondo agricolo non sarà mai disposto a subire i ricatti di chi, magari nascondendosi dietro al paravento dell’emergenza ambientale, vorrebbe obbligare le imprese a consegnare gratuitamente i reflui agli impianti di biogas per andare a concimare chimicamente i propri terreni. Una pretesa inaccettabile che troverà sempre la nostra ferma opposizione.
Coldiretti è impegnata da anni nel confronto con la Regione per una corretta ed efficace applicazione della “Direttiva Nitrati” che di fatto dimezza il carico di azoto, puntando alla massima semplificazione delle procedure e degli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole. Tanto per fare un esempio concreto, ad oggi si attesta sopra l’80 per cento il volume di liquame che viene correttamente utilizzato per concimare i nostri terreni, individuati attraverso un puntuale dettaglio delle superfici dove gli stessi vengono utilizzati, dati e numeri che vengono quotidianamente controllati dagli uffici preposti”.
Liquami sono una risorsa per le imprese e per l’ambiente, eventualmente da valorizzare con utilizzi alternativi quali il compostaggio o l’utilizzazione a fini energetici. Da una parte quindi i reflui zootecnici potranno essere impegnati in terreni poveri di sostanza organica se non addirittura a rischio desertificazione, come nella parte meridionale del Veneto, dall’altra potranno essere destinati anche per fini energetici, in particolare per la produzione di biogas. Per questo Coldiretti, a suo tempo, ha chiesto alla Regione di mettere a punto azioni per la realizzazione di impianti di trattamento a livello consortile dove l’azienda possa, in ultima analisi, portare le proprie eccedenze senza oneri e magari con un giusto riconoscimento economico.

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