9 Marzo 2015
NUTRIE, I SINDACI DICHIARINO L’EMERGENZA, COLDIRETTI: BASTA CON LE CHIACCHIERE

“Sull’emergenza nutrie è ora di finirla con le chiacchiere: dobbiamo aspettare l’ennesimo danno, la nuova rotta arginale o un vasto allagamento per capire che dobbiamo smetterla di sottovalutare un problema che riguarda la sicurezza del nostro territorio? Adesso i sindaci dovranno fare la loro parte, come ha precisato il Ministero della Salute. Li invitiamo a dichiarare subito “l’emergenza nutrie”. Ci rendiamo conto che per gli amministratori locali si tratta dell’ennesima incombenza ma Coldiretti Padova è pronta a fare la propria parte e a fornire la collaborazione necessaria per mettere a punto le misure più efficaci sul territorio”.
Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova, sottolinea che non c’è tempo da perdere dopo il pronunciamento del Ministero della Salute sulla competenza nella gestione delle popolazioni di nutri. Ormai questo animale nocivo sta creando seri danni in tutto il territorio padovano, mettendo a rischio, come già è accaduto, la tenuta degli argini. “Con le piogge primaverili i corsi d’acqua potrebbero riempirsi velocemente. – prosegue Miotto – Abbiamo centinaia di chilometri di argini a rischio a causa delle gallerie scavate dalle nutrie, dalla Bassa all’Alta Padovana. E proprio l’aumento improvviso del livello d’acqua potrebbe portare a cedimenti o, peggio, a vere e proprie rotte anche lungo i canali più importanti, con danni ingenti. Per non parlare poi delle profonde buche che i roditori scavano nei campi, con il concreto rischio di ribaltamento dei trattori e dei mezzi agricoli al lavoro. Da anni segnaliamo la gravità del problema e finora abbiamo assistito solo a prese di posizione folcloristiche”.
“Adesso che è chiara la competenza dei Comuni – aggiunge Simone Solfanelli, direttore di Coldiretti Padova - nella realizzazione dei piani di controllo e nella regolamentazione degli abbattimenti dei privati in caso di presenza di nutrie Coldiretti ha messo a punto uno schema di ordinanza che ha già consentito di affrontare alla radice il problema della diffusione incontrollata di questo roditore non autoctono. In questi giorni lo invieremo ai 104 sindaci della nostra provincia con i quali siamo pronti a collaborare per individuare gli interventi urgenti più efficaci. Ribadiamo che la nutria è un animale nocivo e che deve essere eradicato per assicurare la salvaguardia del territorio. Dobbiamo poi coinvolgere i Consorzi di Bonifica della nostra provincia perché già affrontano da anni questa emergenza sostenendo spese importanti per ridurre il rischio provocato da questi roditori”.
Lo schema di ordinanza che Coldiretti sottopone ai sindaci prevede che l’abbattimento diretto con arma da fuoco possa essere effettuato da cacciatori (durante l’esercizio dell’attività venatoria esclusivamente nei territori loro assegnati per l’esercizio della caccia, nei periodi e negli orari consentiti dal calendario venatorio) e dagli agricoltori in possesso di porto d’armi nel perimetro dell’azienda agricola in proprietà o in conduzione. Inoltre la cattura con gabbie trappola potrà essere effettuata per tutto l’anno da parte di soggetti autorizzati, del personale della protezione civile, dei Consorzi di Bonifica e del Genio Civile nonché da parte degli stessi agricoltori. Sarà comunque vietato l’uso di veleni e rodenticidi.

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