8 Ottobre 2021
Oscar Green 2021, alla finale veneta la padovana Silvia Ferro vince per creatività

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Ancora un’idea vincente in agricoltura dalla nostra provincia, una nuova storia di giovani che con la loro creatività e tenacia anche nei momenti più duri della pandemia non si sono dati per vinti e hanno messo in campo idee e soluzioni per le loro aziende, per raggiungere con le proprie tipicità le famiglie e i clienti. Nella finale regionale dell’edizione 2021 di “Oscar Green”, il concorso di Coldiretti che premia i migliori giovani agricoltori d’Italia, celebrata il 7 ottobre scorso a Lugo di Vicenza, una giovane imprenditrice padovana, Silvia Ferro, è stata premiata nella sezione creatività per la soluzione ideata in tempo di Covid per essere ancora più vicina alle famiglie che acquistano i prodotti freschi della sua azienda, la Rio Storto di Camposampiero.

Silvia può contare su un nucleo famigliare numeroso, a partire dalla vulcanica zia Lucia alla guida, composto da sette nipoti e cugini che insieme hanno rivoluzionato l’indirizzo zootecnico classico dell’azienda. Nell’alta padovana “i Ferro” si occupano di  90 ettari in tutto coltivati a cereali e pascoli per il nutrimento dei bovini e suini. Uno spaccio aziendale a kmzero dal produttore al consumatore per poter acquistare carne latte e formaggi.

L’impegno di Silvia non si è fermato con l’emergenza sanitaria e grazie all’acquisto di uno storico ape car alla gamma della già nutrita offerta della fattoria “Rio Storto” si è aggiunto anche il gelato a km zero, consegnato porta a porta alle famiglie in comode vaschette. Il servizio è itinerante e settimanale con la presenza nei mercati degli agricoltori. Sfrecciando tra le vie e le piazze il veicolo a tre ruote con la scritta “PicaTabari” porta la bontà e la genuinità ai consumatori che non sanno resistere a coppette e coni e neppure al sorriso della giovane imprenditrice.

“Giusto una settimana fa – ricorda Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova – un altro giovane agricoltore padovano, Giovanni Zuanon di Santa Giustina in Colle, aveva ricevuto a Roma il primo premio nazionale dell’edizione 2020 dell’Oscar Green Coldiretti. Ora una nuova affermazione dei nostri giovani imprenditori che grazie alle loro intuizioni imprimono slancio e forza vitale all’intero settore primario. Sono i giovani talenti dell’agricoltura i protagonisti della rivoluzione gentile dei campi. Insieme all’entusiasmo per il proprio lavoro mettono anche la grande responsabilità di essere imprenditori ed è nostro compito sostenerli e agevolarli in ogni modo e con ogni mezzo. Per questo Coldiretti sollecita costantemente e a tutti i livelli le istituzioni, affinché mettano a disposizione opportunità e risorse per questi alfieri del made in Italy agroalimentare”.

Gli ottanta concorrenti dell’Oscar Green di Coldiretti Veneto hanno partecipato a Lugo di Vicenza, in Villa Godi Malinverni, prima dimora progettata dall’architetto Palladio, alla finale che ha decretato i vincitori suddivisi in sei categorie: Campagna Amica, Impresa 5.Terra, Creatività, Fare Rete, Noi per il sociale, Sostenibilità.

Nutrita la truppa di candidati padovani in ogni categoria, giovani imprenditori arrivati da tutta la provincia: Marco Facchin di Saccolongo, Nicolò Biasio di Villafranca Padovana, Giovanni Ponchio di Saccolongo, Maria Gavrilita di San Giorgio delle Pertiche, Gloria Schivo di Cinto Euganeo, Alessia Parisatto di Vo’, Nicola Ercolino di Arquà Petrarca, Alen Caltarossa di Codevigo, Marina Isabella Casarin di Trebaseleghe, Mirco Olivetto di San Martino di Lupari, Alessandro Rigon di Tombolo, Simone Rossetto di Grantorto e Matteo Masaro di Legnaro.

La consegna dei premi è stata anticipata da un talk show moderato dalla giornalista Nicoletta Masetto sul tema: ”Il valore del bene terra nella transizione ecologica” su cui si sono confrontati il teologo padovano Don Giorgio Bozza, l’assessore regionale istruzione e lavoro Elena Donazzan e la delegata nazionale di Giovani Impresa Veronica Barbati con il contributo a distanza di Catia Bastioli amministratore delegato di Novamont esperta di bioeconomia. “Suolo agricolo, una questione strategica – ha sottolineato Alex Vantini leader degli under 30 di Coldiretti Veneto – confermando che in sala, solo in questa occasione, ottanta candidati con una media di 20 ettari aziendali ne presidiano, almeno, 1600 circa”. Secondo i dati elaborati dal Programma di Sviluppo Rurale i 2mila neo imprenditori insediatisi durante il quinquennio di finanziamento hanno investito 300 mln di euro per migliorare le performance aziendali. In termini di dimensione economica emerge che le imprese agricole guidate in Veneto dagli under 40 sfiorano una dimensione economica pari a 250.000 euro, contro 80.000 euro della media italiana. Il divario, però, salendo per classi di età, diminuisce notevolmente, a significare che le realtà condotte da giovani sono più dinamiche. I relatori hanno ripreso il concetto della tutela del suolo e durante l’intervista hanno ribadito che un territorio coltivato, sicuro, è valore non solo estetico per la comunità e anche economia per le zone interne e sviluppo turistico.

"I fenomeni degradativi - collegati al cambiamento climatico - si stanno evolvendo ad un ritmo estremamente elevato a causa della pressione antropica e della nostra incapacità di capire la complessità e l'interdipendenza dei fenomeni naturali. Il tema del suolo è molto urgente dato che è una risorsa non rinnovabile – ha testimoniato Catia Bastioli alla guida da 24 anni di Novamont,  azienda leader dove si guarda alla chimica organica come un mondo da scoprire per nuove innovazioni di materiali e di processi chimici - per produrne dieci centimetri servono duemila anni, mentre per distruggerlo bastano pochissimi minuti -  estremamente complessa da creare, dato che contiene un'infinità di microrganismi in interazione tra loro, fondamentali per il mantenimento del ciclo dei nutrienti".

Un assist per Veronica Barbati che è entrata nel dibattito illustrando la mobilitazione che sta coinvolgendo tutti i giovani di Coldiretti da Nord a Sud dell’Italia. Con la petizione “Sì all’energia rinnovabile senza consumo di suolo agricolo” i giovani agricoltori di Coldiretti propongono che le Regioni e gli enti locali identifichino nelle aree da bonificare nei fondi abbandonati, nelle zone industriali obsolete e sui tetti delle strutture produttive anche rurali, il luogo idoneo all’installazione di pannelli solari per la corretta produzione di energia da fonti rinnovabili.

“L’Italia – ha evidenziato Veronica Barbati – possiede proprietà fondiarie non destinate all’agricoltura che potrebbero esseri messi a valore con il fotovoltaico, di chiediamo perché utilizzare gli appezzamenti fertile che già danno valore economico, sociale ed ambientale togliendo traiettorie di futuro alle nuove generazioni di agricoltori. Il BelPaese vanta 822 mila impianti fotovoltaici ma è fondamentale difendere la capacità produttiva alimentare italiana in cui la superficie agricola utilizzabile è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari negli ultimi 25 anni.  Sostegno alla formazione è stato dimostrato dall’Assessore regionale al lavoro e istruzione Elena Donazzan che nelle sue competenze ha sempre colto l’effervescenza del settore agricolo sviluppando corsi ad hoc e qualifiche professionali su misura ha detto: “Le sfide che stiamo vivendo richiedono la presenza di molta conoscenza, collaborazione e giovani smart. Altro aspetto essenziale è la necessità di mettere in rete le migliori energie sul fronte imprenditoriale partendo dalle start up più innovative, dalle esperienze più dinamiche. Per rispondere a questa necessità di interdisciplinarietà occorre disporre da un lato di giovani specializzati da inserire a tutti i livelli e dall’altro di un mondo imprenditoriale pronto, aperto al confronto”. Quella dell’agricoltura è una nuova generazione impegnata nel sociale, nella tutela dell’ambiente, per la conservazione del paesaggio, nella produzione di cibo nel rispetto delle tradizioni puntando sugli strumenti digitali, l’alta tecnologia. La gioventù dei campi è anche in prima linea nelle battaglie civili, di buon senso, per il bene della collettività, la salute e il benessere della società – ha esordito Nicola Finco Vice presidente del Consiglio Veneto aprendo la seconda parte del pomeriggio – la centralità dell’agricoltura è stata testimoniata nella fase dell’emergenza sanitaria come volano economico ed occupazionale. Un fenomeno che come amministrazione regionale seguiamo con attenzione promuovendo politiche per l’agroalimentare all’altezza del potenziale manifestato dagli operatori. Oltre ai vincitori sono stati proclamati anche i finalisti che rappresenteranno il Veneto nella sfida nazionale. L' iniziativa è sostenuta dal Consorzio AgriNordEst, da ForGreen (compagnia che si occupa di sviluppo sostenibile e della vendita di energia pulita), dal Gruppo Maschio Gaspardo (una multinazionale leader nella produzione di attrezzature agricole), dal Gruppo Cattolica Assicurazioni, da Sergio Bassan uno dei maggiori concessionari John Deere in Italia e da BRD Biogas Refinery Development srl di Cittadella (PD).

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