31 Marzo 2021
Pasqua 2021, il messaggio di don Giorgio Bozza

In occasione della Pasqua 2021 don Giorgio Bozza, Consigliere Ecclesiastico di Coldiretti Padova, invia a tutti noi questa originale e intensa riflessione che vi invitiamo a leggere e condividere. A tutti voi e alle Vostre famiglie giungano da parte di Coldiretti Padova i più sentiti e sinceri auguri di una Buona Pasqua di Resurrezione, nel segno della rinascita e della speranza. Auguri!

 

Io ci sono!

Alcune canzoni, almeno quelle che ci piacciono di più, hanno la forza di entrare dentro il nostro cuore, fino a commuoverci; per questo le ascoltiamo volentieri. Sembra quasi impossibile, ma un po’ di parole, cantate da una persona e accompagnate da una manciata di note, hanno la forza di consolarci nei momenti bui o di interpretare alla perfezione lo stato d’animo che stiamo vivendo, felice o triste che sia.

Le canzoni sono come le poesie o i libri: una volta scritte, le parole diventano di dominio pubblico e ognuno le può interpretare come vuole: non appartengono più allo scrittore; vivono di vita propria.

È come il caso della canzone “Io sì” di Laura Pausini, colonna sonora del film “La vita davanti a me”, interpretato dalla famosa attrice Sofia Loren. Questa canzone ha già ricevuto un prestigioso premio negli Stati Uniti ed è candidata all’Oscar come migliore colonna sonora.

Il film narra del rapporto tra un ragazzino di colore e un’anziana signora, a cui viene affidato, che all’inizio è particolarmente turbolento, però nel tempo diventa profondo e commovente.

La canzone racconta dell’amore di questa donna per il suo piccolo amico. Amare una persona, infatti, significa esserci sempre per lei, dire di sì quando ne ha bisogno, non abbandonarla mai.

Quando tu finisci le parole
Sto qui

Forse a te ne servono due sole
Sto qui

Spesso, per far sentire il nostro affetto ad una persona ci perdiamo in tanti discorsi, inutili parole che spesso cercano di coprire sensi di colpa per il tempo che non le abbiamo donato. Nella canzone troviamo solo due parole per comunicare il grande affetto che c’è: “sto qui”. Se hai bisogno, io ci sono.

La canzone interpreta tutta la dedizione che l’anziana protagonista del film ha per il bambino, ma nessuno ci impedisce di leggere questa canzone come una parola che Gesù, morto e risorto, in questa Pasqua rivolge ad ognuno di noi: Io sto qui. Non servono tanti discorsi, Lui c’è, è qui, sta qui, è accanto a noi, è dentro di noi, è vivo: è risorto!

Quando impari a sopravvivere
E accetti l’impossibile
Nessuno ci crede, io sì

Quante volte capita anche a noi di trovarci in situazioni di totale abbandono, di sentirci incompresi, forse anche inutili. In queste occasioni, più che vivere, sopravviviamo, ma il Cristo Risorto ripete ad ognuno di noi: Io credo in te. Per me vali e vali molto. Sei tutto per me.

Non lo so io
Che destino è il tuo
Ma se vuoi
Se mi vuoi sono qui

Amare una persona significa lasciarla libera, ma non facendole mai mancare la certezza di essere presente. Nessuno è in grado di sapere qual è il nostro destino e nessuno può decidere al posto di un altro, nemmeno Dio. Se vogliamo, però, Lui c’è; se noi lo desideriamo, Lui entrerà nella nostra vita, ma dobbiamo essere noi ad invitarlo. Dio non forza la porta del nostro cuore, bussa con discrezione e attende la nostra libera risposta.

Nessuno ti sente, ma io sì

Quando tu non sai più dove andare
Sto qui

Scappi via o alzi le barriere
Sto qui

A volte scappiamo dalle persone che ci amano, anche da Dio pur sapendo che vuole solo il nostro bene.  Innalziamo barriere a chi ci vuole aiutare. Ci ribelliamo e contestiamo chi ci ama. Ma Lui non desiste e ci aspetta sempre. Lui c’è.

Quando essere invisibile
È peggio che non vivere
Nessuno ti vede
Io sì

Quello che fa più soffrire una persona è non essere guardata da nessuno, essere invisibile agli occhi degli altri. Se anche questo capitasse, e capita, c’è sempre Qualcuno che ci guarda: Io ti guardo, ci dice Gesù. Ti vedo.

Chi si ama lo sa
Serve incanto e realtà
A volte basta quello che c’è
La vita davanti a sé

L’amore non è solo sogni, incanto, fantasia, ma anche realtà, vita concreta, effettive possibilità. Non si vive solo di sogni, forse il sogno più grande è quello di accontentarsi di ciò che c’è, di ciò che si ha e si è.

Quella tomba vuota, il giorno di Pasqua, ha aperto davanti a noi una vita che non ha più fine.

L’augurio più bello che possiamo farci in questa Pasqua è quello di ringraziare Dio per tutta la vita che abbiamo ancora davanti. Se guardiamo indietro, possiamo avere dei rimpianti, forse anche dei sensi di colpa, ma il Risorto ci precede: Io sì, sto qui, sono qui. Vieni!

Buona Pasqua a tutti e che il Signore risorto ci doni pace e serenità.

Don Giorgio

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