20 Luglio 2010
QUOTE LATTE, ALLEVATORI PADOVANI PROTESTANO A MONTECITORIO “RIDATECI I NOSTRI SOLDI”

Anche una nutrita delegazione di un centinaio di imprenditori di Coldiretti Padova ha animato la protesta di fronte al Parlamento promossa da Coldiretti sulla questione non ancora risolta delle quote latte. Mentre in aula era in corso la discussione sulla manovra finanziaria con l'emendamento che prevede lo slittamento al 31 dicembre del pagamento delle quote, in piazza gli allevatori di Coldiretti hanno portato il vitellino “Giusto”, mascotte della protesta. Accudito in una stalla allestita in piazza Montecitorio con tanto di latte, fieno e sistema di refrigerazione, vuole simbolicamente rappresentare la speranza in un futuro di giustizia con la fine della "telenovela" sulle quote latte che dura da trenta anni e ha creato un insostenibile clima di incertezza.
Da Padova gli allevatori di Coldiretti sono partiti nottetempo per arrivare nella capitale già di primo mattino: fra loro Luciano Toniolo, imprenditore di San Giorgio in Bosco, e Maurizio Canton, di San Pietro in Gù, hanno esposto due cartelli che riassumono la condizione di chi ha scelto la strada della legalità: “Abbiamo pagato migliaia di euro per acquistare le quote latte: se vi siete sbagliati ridateceli!”.
Ad accompagnare la vivace delegazione padovana il presidente Marco Calaon: “Ancora una volta siamo costretti a scendere in piazza per chiedere il rispetto delle regole, quelle regole che migliaia di nostri soci hanno seguito, accettando di pagare di tasca propria somme ingenti per continuare a produrre latte. Ora lo Stato vuole rifare i conti? Ebbene, intanto restituisca i soldi a chi ha sempre pagato in tutti questi anni. La questione si trascina ormai da troppo tempo e non possiamo accettare ulteriori misure a danno della maggioranza degli allevatori che hanno scelto la legalità e la trasparenza”.
Da uno studio della Coldiretti si evidenzia infatti che ad oggi i produttori di latte in regola hanno subito costi per la gestione delle quote latte pari a 2,42 miliardi di euro dei quali 1,7 miliardi per l’acquisto, 150 milioni per l’affitto, 220 per il versamento del prelievo e 350 milioni per l’adesione alla rateizzazione prevista dalla legge 119/03. Sono queste le somme che la Coldiretti chiede di restituire agli allevatori
La questione quote ha monopolizzato il dibattito parlamentare e rischia di fare passare sotto silenzio i veri problemi degli allevamenti da latte che sono il prezzo, le contraffazioni e le importazioni anonime, ma anche le altre situazioni di difficoltà del settore agricolo che – sostiene il presidente nazionale di Coldietti Sergio Marini - ci auguravamo la manovra potesse risolvere. Stabilizzare le aliquote ridotte per i contributi previdenziali versati dagli imprenditori agricoli nelle zone montane e svantaggiate in scadenza il 31 luglio,  scongiurare l’insostenibile aumento delle accise del gasolio e garantire risorse al fondo bieticolo saccarifero sono vere e proprie emergenze che devono essere affrontate per evitare che il settore agricolo sia - denuncia Marini - l’unico nel quale si verifica un aumento delle tasse.

Nella foto: gli allevatori Luciano Toniolo e Maurizio Canton con il cartello denuncia

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