18 Marzo 2014
“SICUREZZA IDRAULICA: IN VENETO NON POSSIAMO ATTENDERE OLTRE”

“Sulla sicurezza idraulica non possiamo attendere oltre”. L’appello arriva da Coldiretti Padova mentre in Consiglio della Regione Veneto è in corso la discussione del Bilancio 2014. In tempi non sospetti, ricorda Coldiretti Padova, l’organizzazione agricola ha presentato le proprie osservazioni, confermando quanto da tempo viene in evidenza in termini di discrasie e di afasie tra quello che viene annunciato rispetto a ciò che poi è il reale impegno della Regione verso il settore primario.
“Pur non entrando nel merito dei vari capitoli, - spiega Walter Luchetta, direttore di Coldiretti Padova - non posso però non mettere in evidenza che rispetto alle preavvisate riduzioni, rimangono pressoché invariati gli stanziamenti alle agenzie regionali (Avepa e Veneto Agricoltura in primis), in attesa della ristrutturazione di Veneto Agricoltura, ora commissariata, annunciata ormai tre anni fa. Perché parliamo di tempi non sospetti? Perché le nostre osservazioni sono state presentate prima che arrivassero due settimane meteorologicamente infernali, che hanno messo a dura prova il sistema idraulico di questo territorio. Passato il pericolo di oltre 20 giorni di piena, sono cominciate ad arrivare le conferme che quest'anno l'impegno della Regione per la sicurezza idraulica non sarà secondario. Sarà così, visto che il capitolo della manutenzione straordinaria è passato dai 15 milioni di euro del 2010 a zero euro del 2011, 2012, 2013 e per il 2014, prima di quanto accaduto e dei successivi rinnovati impegni, ne era stato riproposto l'azzeramento?
Mai come in questo momento, - prosegue Luchetta - consapevole che è stato scampato ben altro tipo di disastri, la Regione deve una volta per tutte decidere se la gestione della bonifica interessa o meno l'intera collettività, partendo dal principio che il peso della contribuenza grava maggiormente sulla componente agricola, visto che la risposta in termini politici alle necessità di salvaguardia del territorio dal punto di vista idraulico è stata finora troppo debole e condizionata dalle emergenze. Il fatto è che per ciò che concerne le manutenzioni straordinarie non possono esserci ulteriori dilazioni, a meno che non si voglia compromettere l'efficienza stessa della rete di bonifica.
Sul tema della sicurezza idraulica, durante un recente incontro promosso unitariamente dal mondo agricolo, abbiamo avuto modo di affermare che se è vero, come è vero, che va elogiato il lavoro di chi, a partire dal Genio Civile, non ha fatto andare sott'acqua le città di Vicenza e di Padova (Paltana compresa, e se si chiama Paltana ci sarà pure un suo perché ....), tutelando abitazioni ed insediamenti produttivi, è altrettanto vero che il prezzo di questo risultato lo hanno pagato le "industrie" degli agricoltori, campi ed allevamenti, e prima di loro molte famiglie di agricoltori e di comuni cittadini che abitano nelle aree rurali! E che non ci saranno risarcimenti adeguati è altrettanto vero. Allora il baricentro delle proposte va spostato. Proposte unitarie, cioè sostenute da tutti, organizzazioni agricole più il sistema dei consorzi di bonifica, che vanno condivise dal Genio Civile, che si concretizzano in cose fattibili, che si fondano sul presupposto che ci sia la volontà politica ad assecondarle.
Ecco allora la necessità di stanziamenti certi per la sicurezza in termini di straordinaria e ordinaria manutenzione e di liquidazione di interventi ed opere già realizzate dai consorzi di bonifica a nome e per conto della Regione, aggravati del costo degli interessi pagati in banca dai consorzi per anticipare le ingenti somme necessarie. Ecco allora la richiesta, assolutamente non demagogica, di dare luogo ad una derattizzazione vera e non di facciata degli argini di fiumi e canali, per azzerare la presenza di nutrie e volpi. Ecco allora la richiesta di una non più rinviabile attività di disboscamento e di rimozione di materiale arbustivo e vegetale da alvei e sponde. Ecco allora la necessità di agire con la escavazione ed il risezionamento di fiumi e canali, a partire dal Fratta-Gorzone, incrementando le capacità di portata, rinforzando gli argini.
Si tratta di interventi attuabili che, invece, somme urgenze a parte, - conclude il direttore di Coldiretti Padova - per un ginepraio di motivazioni para-ambientali ed un vespaio di voci contro per partito preso, non si stanno realizzando dal 1966”.

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