12 Novembre 2012
TORNA L’INCUBO ALLAGAMENTI NELLE TERRE GIA’ ALLUVIONATE

Il Bacchiglione ma anche il Muson dei Sassi, il Tergola e il Frassine: i fiumi che solcano la nostra provincia continuano a minacciare il territorio e la sua gente ad ogni pioggia intensa. E come sempre l’agricoltura si trova a fare i conti con danni da allagamento, perdita di prodotti e spese da sostenere che vanno ad erodere il reddito delle imprese agricole, sole nel fronteggiare queste calamità naturali. E’ ancora prematuro tracciare un bilancio della situazione nel padovano per quanto riguarda i danni all’agricoltura. Coldiretti Padova sta raccogliendo le segnalazioni attraverso gli uffici di zona, in particolare nell’Alta Padovana, e c’è apprensione lungo tutta l’asta del Bacchiglione e del Brenta per il passaggio della piena.
Ad una prima stima sono almeno 250 gli ettari di terreno allagato, soprattutto nell’Alta Padovana. Sono decine comunque gli agricoltori che si trovano nelle zone alluvionate e vedono minacciate le proprie aziende e i propri prodotti. E’ il caso degli orticoltori di Loreggia, in particolare in località Loreggiola, colpita dall’esondazione del Muson Vecchio. A finire sott’acqua ettari di coltivazioni tra cui i preziosi orti, una delle attività maggiormente diffuse e più redditizie nel panorama del settore primario dell’Alta Padovana. Allagamenti anche a Santa Giustina in Colle, Campodarsego, Trebaseleghe, Piombino, Camposampiero e Massanzago.
Una delle zone maggiormente colpite è quella di San Giorgio delle Pertiche, con 60 famiglie interessate, in particolare nella frazione di Torre di Burri, dove confluiscono il Tergola e il Muson dei Sassi e dove l’acqua è entrata nelle abitazioni. Non c’è stata la necessità di evacuare il bestiame dalle stalle, afferma Coldiretti Padova, ma l’apprensione fra gli agricoltori è alta perché l’acqua ha allagato campi e colture ma anche strutture aziendali. In queste ore, continua Coldiretti Padova, è encomiabile il lavoro e l’impegno profuso dai Consorzi di Bonifica per cercare di limitare i danni e i disagi. La loro presenza sul territorio è costante e permette di avere subito dei ragguagli e delle informazioni puntuali. Immediato il soccorso attraverso idrovore consortili supplementari a supporto della Protezione Civile. Purtroppo, prosegue Coldiretti Padova, ad ogni emergenza le zone che finiscono sott’acqua sono sempre le stesse e, di conseguenza, le medesime imprese agricole si trovano a fronteggiare più allagamenti a distanza di pochi anni, con tutto ciò che ne consegue. Ecco perché Coldiretti insiste nel chiedere un serio e fattibile piano di interventi per la messa in sicurezza idrogeologica del territorio, a partire proprio dalle località più a rischio. Nel Camposampierese alcuni lavori sono stati realizzati per mettere in sicurezza parte del Muson dei Sassi ma resta ancora molto da fare.
Rimane aperta la delicata questione dei bacini di laminazione, efficaci strumenti di prevenzione, ma ancora in fase di progettazione, nonostante il succedersi degli eventi che invocano interventi decisi e urgenti. La campagna assorbe e paga le conseguenze di un territorio minato dove gli  imprenditori agricoli sono disposti sempre a fare la loro parte mettendo a disposizione per la sicurezza della collettività terreni e fondi. Ma non c’è chiarezza negli indennizzi per la servitù o, nei casi limite, sugli espropri.

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